Antitrust indaga sui prezzi dei carburanti

La notizia che oggi riempie le pagine de nostri giornali è l’indagine che è stata aperta dall’Antitrust nei confronti di nove compagnie petrolifere. Infatti il Garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’istruttoria per possibili intese restrittive delle concorrenza. Scambi d’informazioni, definizione pilotata dei prezzi, alterazione delle regole del mercato. Le Compagnie incriminate sono: Agip, Esso, Q8, Shell, Tamoil, Total, Erg, Ip e Api. Secondo l’Antitrust, le Compagnie, attraverso accordi segreti, avrebbero concordato la fissazione dei prezzi consigliati, che risultano di conseguenza aver avuto andamento parallelo, con “variazioni contestuali, di entità comparabile e di segno omogeneo, in violazione della normativa a tutela della concorrenza”. Il periodo finito sotto i riflettori è quello dalla fine del 2004 a tutto il 2005.

Le associazioni dei consumatori hanno plaudito l’intervento dell’autorità garante, preannunciando migliaia di cause di rimborso. Nel comunicato diffuso l’Autorità spiega che “il mercato della distribuzione dei carburanti è caratterizzato da un equilibrio non concorrenziale, con rilevanti barriere all’ingresso che occorre rimuovere”. Secondo il Garante, “i prezzi di benzina e gasolio sono stati pilotati in modo da rispondere all’evoluzione strutturale del settore (calo del consumo di benzina e aumento di quello del gasolio), trasferendo il maggior margine lordo (e il maggior stacco dalla media Ue) dalla benzina al gasolio. Il risultato è che i prezzi e margini lordi dei carburanti in rete sono in Italia più elevati che all’estero”.

Il parallelismo dei prezzi sarebbe stato inoltre “garantito negli anni dallo scambio di informazioni, che avviene attraverso svariati canali. Una certa trasparenza dei prezzi consigliati, che favorisce la collusione, è generata dallo stesso operato del ministero dello Sviluppo economico, che pubblica i prezzi consigliati-base delle singole società petrolifere sul suo sito internet, sulla base dei criteri definiti dalla Cabina di Monitoraggio del mercato petrolifero operante presso il ministero stesso. Proprio per questo nella recente segnalazione l’Autorità ha chiesto al governo e al Parlamento di rivedere il funzionamento della Cabina di Monitoraggio nella quale peraltro sono rappresentati sia le compagnie petrolifere che gli esercenti”.

Come sempre chi ci rimette è il cittadino contribuente che ricerca la stazione di servizio che offre il miglior prezzo. Finalmente oggi potremo contare su un controllo maggiore dei servizi e tranquillamente fermarci a far benzina senza il timore di truffe!

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