Disagio psichico e lavoro: è possibile grazie all'agricoltura sociale

Le persone che soffrono di patologie di natura psichica non sono “inevitabilmente” destinate all’emarginazione sociale. Anzi, grazie all’attività di molte associazioni e imprese sociali, le cose stanno lentamente cambiando e molte di queste persone sono protagoniste di progetti di integrazione sociale e, in particolare, di inserimento nel mondo del lavoro.

Dal Dire al Fare, il Salone della Responsabilità Sociale d’Impresa” (Milano, 30-31 maggio prossimi)  ha indetto la seconda edizione del premio “Dal Dire al Fare Impresa Sociale”, dedicato a tutte le imprese sociali che hanno realizzato progetti innovativi in una delle 4 aree tematiche del Salone 2012 (consumi, prodotto, relazioni e lavoro) in una logica di crescita economica e sociale per lo sviluppo del nostro sistema Paese.

E fra i 37 progetti presentati ha vinto proprio una bellissima esperienza di inserimento lavorativo di persone affette da disagio psichico: il primo premio (che sarà consegnato durante il convegno di apertura del Salone) va alla cooperativa sociale “I Berici” e all’azienda agricola Radin Maurizio, che hanno dato vita alla Fattoria-asineria sociale Pachamama.

Il progetto Pachamama nasce nel 2007, dopo l’esperienza di inserimento nell’azienda agricola Radin di Arcugnano (Vicenza) di un ragazzo con disabilità psichica, seguito da un educatore della cooperativa I Berici. Dopo linserimento, l’équipe di sostegno ha notato immediati miglioramenti della sua condizione, che hanno portato ad una consistente diminuzione della terapia farmacologica e del numero di ricoveri dovute a crisi.

Visti i risultati positivi, l’équipe di sostegno, con la supervisione di un medico psicoterapeuta, ha deciso quindi di portare avanti uno studio sugli effetti benefici, terapeutici e sociali delle attività di “agricoltura sociale” e “onoterapia”, mettendo a punto un vero e proprio progetto strutturato di fattoria sociale. L’onoterapia è una particolare “pet therapy” (“zooterapia” in italiano) che sfrutta le caratteristiche proprie dell’asino (taglia ridotta, pazienza, morbidezza al tatto, lentezza di movimento) per entrare in comunicazione con il paziente affetto da disagio psichico, attraverso il sistema asino-utente-operatore.

Oggi la fattoria Pachamama conta 14 ospiti (4 minori, 3 adulti con disabilità psichica, 4 tirocini formativi, 2 utenti di attività di onoterapia) e 5 professionisti impiegati (3 educatori, 1 medico, 1 agricoltore). Alcuni ospiti sono inseriti in fattoria con tirocini formativi, altri – senza residue capacità lavorative – partecipano a laboratori legati all’agricoltura e al lavoro con gli asini.

I medici, gli insegnanti e le famiglie confermano che tutte le persone inserite nel progetto beneficiano della riduzione della terapia farmacologica e degli episodi di crisi, nonché di un miglioramento nelle relazioni familiari e nel rendimento scolastico.

Ma non è tutto: l’azienda agricola Radin ha registrato anche un incremento del reddito, dato questo non trascurabile in un momento di crisi economica.

La Cooperativa I Berici, infine, ha creato anche un forum che conta oggi circa 40 aderenti tra aziende agricole, cooperative sociali, associazioni, liberi professionisti e che è riuscito ad aprire un tavolo di lavoro con la Regione Veneto al fine di determinare gli standard caratterizzanti l’agricoltura sociale e permettere all’Ente di legiferare in materia in modo appropriato.

Scopo di questo innovativo progetto è quella di rafforzare le iniziative già esistenti sul territorio e metterle in rete, al fine di creare un circolo virtuoso in grado di rispondere alle esigenze di più soggetti: le persone svantaggiate e le loro famiglie, le aziende agricole, i gruppi di acquisto e i consumatori, la comunità locale.

 

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