La connessione ad internet rende i consumatori più consapevoli

Connettersi ad internet è diventata un’esigenza molto diffusa e preponderante che si sta integrando a molti aspetti della vita quotidiana delle persone, le quali tramite il web lavorano, socializzano, si divertono e comprano.
Per rispondere alla necessità sempre crescente di navigare in modo rapido ed efficiente, gli utenti hanno preso l’abitudine di confrontare le tariffe Infostrada, Telecom Italia e di altre compagnie per siglare il contratto dai termini più vantaggiosi e che garantisca una connessione valida.

Grazie ad essa, i nostri acquisti e le nostre transazioni online, oggetto di tutele sempre maggiori, si semplificano e velocizzano le dinamiche della nostra quotidianità. E pare che il web sia utile soprattutto per orientare le nostre scelte di consumo che, grazie ai siti dedicati, favorisce più consapevolezza riguardo.

A confermarlo è una ricerca dell’Osservatorio I-Com che ha scoperto come il 50% dei consumatori consumi con più consapevolezza da quando ha l’opportunità di consultare il web prima di scegliere cosa e quando acquistare un bene o un servizio.
“Internet – afferma il presidente di I–Com, Stefano Da Empoli – è diventato lo strumento chiave per far valere i propri diritti” perché è un terreno nel quale i consumatori possono confrontarsi e fare le loro scelte di consumo con più ragionevolezza di prima.

Secondo i dati dell’Osservatorio, infatti, il 50% dei consumatori, prima di acquistare qualcosa ha consultato i siti di comparazione tariffe e il 12,9% si è rivolto ad un’associazione dei consumatori.

Oltre a questi, anche i siti aziendali assumono una rilevanza particolare in quanto sono consultati dal 41,3% dei consumatori e accanto a loro i forum di discussione, utilizzati nel 38% prima di un acquisto. In questo quadro, i social network sono utilizzati solo per un 11,6% dei casi.

La ricerca comunque ha focalizzato la sua attenzione anche su canali come Facebook e Twitter e ha notato come già i due siti vengano utilizzati a scopo informativo: nel 17% dei casi, però, è stato usato per segnalare criticità su un prodotto acquistato direttamente sul profilo aziendale del marchio, accorciando le distanze tra utente finale e brand.

Internet, in generale, assume un ruolo di fondamentale importanza dal punto di vista della comunicazione perché è stato il canale grazie al quale sono state avviate azioni sanzionatorie contro pratiche scorrette denunciate proprio dai consumatori: nel 2013, le pratiche sanzionate sono state 89 per un valore totale di 5.697.000 euro di ingiunti.

Il lavoro di I-Com è un valido supporto ai consumatori che si focalizza su questioni diverse ma che possano sempre aiutarli a gestire al meglio la macchina del consumismo. Come ha detto lo stesso presidente Stefano Da Empoli, “Quest’anno abbiamo voluto focalizzare l’attenzione su come i processi di digitalizzazione possano aiutare i consumatori ad effettuare scelte consapevoli di acquisto ma anche per far valere i propri diritti.”

I problemi però, ci sono anche in questo campo ed è proprio I-Com a non trascurarli: “Senza dimenticare problemi di digital divide che continuano a interessare una fascia importante della popolazione, non si possono più trascurare trend che riguardano ormai una maggioranza sempre più netta di italiani.”

“Tutti devono fare la propria parte – continua il presidente – le aziende, che in molti casi non sono ancora approdate ai social media o lo hanno fatto in maniera poco convinta, le autorità, che devono finalmente passare a una regolazione 2.0, che tenga conto delle nuove tecnologie, le stesse associazioni dei consumatori, che godono di notevole popolarità e fiducia presso i consumatori ma che debbono potenziare l’attività sul web”.

Anche l’Autorità Garante, Agcom, ha comunque concretizzato questo tipo di tutele nei confronti dei consumatori italiani e pare che abbia già commissionato 2,1 milioni di sanzioni corrispondenti al 16% di multe fatte per tutelare proprio i consumatori.

Accanto a lei, c’è anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che è la prima realtà in ambito di sanzioni (ne ha commissionate già il 54%, pari a 6,9 milioni di euro) e a seguire il Garante per la Protezione dei Dati Personali che ha sanzionato per 2,2 milioni di euro (17%).

 

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