Pompei rifiorisce, aperta dopo un anno la prima Domus

Dopo 380 giorni di lavori, si è concluso con successo il restauro della Casa del Criptoportico, il primo dei cinque cantieri del “Grande progetto Pompei”, un piano d’intervento che prevede la riqualificazione dell’area archeologica nel suo complesso, entro il dicembre 2015. I lavori di restauro della Domus sono iniziati il 6 febbraio dello scorso anno e sono stati portati a termine nei tempi prestabiliti: un buon inizio, quindi, che fa ben sperare nell’apertura di una fase nuova per Pompei, tristemente al centro della cronaca, negli ultimi anni, per numerosi episodi di degrado e per il drammatico crollo della Casa dei Gladiatori.

Cripto_murature_120_130405102427L’intervento sulla Domus del Criptoportico – così denominata per la presenza lungo tre lati del giardino quadrangolare di un portico sotterraneo finestrato – è consistito sostanzialmente nel consolidamento delle strutture antiche della casa e nella restituzione della volumetria originaria attraverso la ricostruzione spaziale, con strutture in legno, di ciò che era andato perduto anche a seguito del bombardamento che colpì Pompei nel 1943. È stata poi realizzata una passerella in legno che consentirà la visione dall’alto degli ambienti termali ipogei e degli affreschi che li decorano.

I lavori che si sono appena conclusi sono propedeutici a una seconda fase che riguarderà il restauro degli apparati decorativi: stucchi, pitture parietali e pavimenti a mosaico. Intanto “proseguono con regolarità anche i lavori presso gli altri cantieri del Grande Progetto Pompei – ha dichiarato il Soprintendente di Pompei, Luigi Malnati – di prossima chiusura il restauro della Casa delle Pareti rosse”; si prevede, anche in questo caso, una prima fase di restauro architettonico e strutturale dell’edificio e un successivo intervento di restauro conservativo degli affreschi. Parallelamente, è in corso anche il recupero di altri tre edifici: la Casa dei Dioscuri, la Casa di Sirico e la Casa del Marinaio. Il Grande Progetto Pompei comprende, inoltre, una serie di interventi di messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, di protezione degli edifici dalle intemperie, con conseguente aumento delle aree visitabili e di potenziamento del sistema di videosorveglianza.

Vano-b_131010071502Dal 2013, l’azione della Sovrintendenza si è rafforzata anche nella vicina Ercolano: l’obiettivo è di garantire una costante attività di manutenzione e conservazione di un’area archeologica che, proprio come Pompei, è patrimonio mondiale dell’Umanità e, come tale, deve essere salvaguardata e tramandata alle generazioni future. Nel sito di Ercolano si sono recentemente conclusi i primi interventi di messa in sicurezza di un tratto delle scarpate poste a ridosso di Villa dei Papiri, una delle aree più interessanti all’interno degli scavi. Inoltre, presto, torneranno a risplendere gli affreschi di Villa dei Misteri, anche grazie a una tecnologia di pulitura all’avanguardia, che utilizza una strumentazione laser, valida alternativa ai più aggressivi agenti chimici o meccanici normalmente in uso.

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