Un collirio contro l'Alzheimer

Si aprono interessanti prospettive nella cura dell’Alzheimer, grazie a un nuovo collirio che contiene la molecola Ngf. Una goccia di questa sostanza è in grado di raggiungere i neuroni del prosencefalo basale e prevenirne la morte. E’ questo il risultato degli studi clinici condotti da Luigi Aloe del CNR di Roma e da Alessandro Lambiase della Clinica oculistica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Negli ultimi anni il fattore di crescita nervoso (scoperto negli anni ’50 da Rita Levi Montalcini) ha ricevuto molta attenzione come potenziale agente terapeutico nella malattia di Alzheimer e attualmente l’uso di questa molecola nel trattamento della malattia richiede la somministrazione intracerebrale in prossimità delle aree cerebrali colpite dalla patologia, essendo incapace di attraversare la barriera ematoencefalica.
“La somministrazione di Ngf per via oculare, resa possibile dall’esistenza di una connessione anatomica tra cervello e sistema oculare – spiega Luigi Aloe – rappresenta una strategia nuova, non invasiva in grado di aggirare la barriera cerebrale. Fino ad oggi, per la somministrazione di questa molecola sono state utilizzate metodiche invasive con rischi e costi elevati, come l’infusione cerebro-ventricolare, il trapianto di cellule capaci di produrre Ngf e vettori virali. Lo sviluppo di metodi di somministrazione meno invasivi e costosi consentirebbe un potenziale impiego della molecola nella clinica per il trattamento di queste patologie degenerative”.
In futuro la molecola potrà essere somministrata durante le prime fasi della malattia come semplice collirio, per ridurre e/o bloccare l’evoluzione di una patologia, che oggi nel mondo colpisce circa 15 milioni di persone.

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