Bimbi (e non solo) al sole: le regole per abbronzarsi senza rischi

Tempo di vacanze, tempo di abbronzatura: con la chiusura delle scuole, aumentano per molte famiglie le occasioni per una gita fuori porta. Sia che si tratti della montagna o del mare, è però importante seguire alcune regole per la salute dei più piccoli, soprattutto in relazione al sole. Abbiamo chiesto ad un esperto, il prof. Stefano Cascinu, presidente dell’AIOM, l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, di darci qualche consiglio al riguardo.

Il rischio legato ad una scorretta esposizione al sole, infatti, non è solo quello di una semplice scottatura. Un’ esposizione incontrollata rappresenta un importante fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma, che è il più noto dei tumori cutanei. In Italia, colpisce circa 7.000 persone all’anno. Sebbene sia molto raro nei giovani di età inferiore ai 15 anni, la prevenzione va iniziata subito.

 Anche perché come ribadito dal prof. Cascinuil sole e’ un elemento fondamentale per la vita e la crescita, soprattutto per una corretta formazione delle ossa e dello scheletro”.

Ecco quindi le regole d’oro del prof. Cascinu per i nostri bimbi:

BIMBI FINO A 6 MESI: meglio evitare l’esposizione diretta ai raggi solari (vanno tenuti sempre all’ombra e in luoghi areati).

ABITI: è consigliabile che indossino magliette a maniche lunghe, pantaloncini leggeri di cotone ma sempre lunghi, cappellini che coprono la fronte.

CAPPELLINI E OCCHIALI DA SOLE:  per tutti i bimbi, dai sei mesi in su, è facile evitare fastidiose scottature ed insolazioni, seguendo alcune semplici indicazioni. Prima fra tutte, fate loro indossare sempre il cappello e gli occhiali da sole. Attenzione a scegliere un paio di occhiali da sole che garantiscano una protezione contro i raggi UVA e UVB al 97-100%, non di meno.

CREME SOLARI: se proprio non è possibile evitare l’esposizione diretta ai raggi solari, è fondamentale proteggere i bimbi con una crema solare ad alta protezione, da spalmare ovunque (viso, mani, collo, braccia e piedi).

QUANDO METTERE LA CREMA: applicate la crema solare ogni due ore e, comunque, dopo ogni bagno di mare. Usate particolare attenzione se i bimbi giocano sul bagnasciuga: l’acqua e la sabbia riflettono in modo potente raggi solari.

IL FATTORE DI PROTEZIONE GIUSTO: sia nei giorni di pieno sole, che in quelli nuvolosi, usate una crema con un fattore di protezione solare UVA e UVB, pari o superiore a 15, mai inferiore.  Per le parti più delicate del corpo, come il naso, gli zigomi e le spalle usate uno schermo solare totale. In commercio ne esistono anche di colorati che divertiranno molto i bambini.

LE ORE MIGLIORI: va evitata l’esposizione al sole dei vostri bimbi quando i raggi solari sono più forti: tra le 10 del mattino e le 16 del pomeriggio.

COSA BERE AL SOLE: ricordatevi di fare bere molto i bambini quando fa caldo e si espongono al sole: la migliore bevanda è sempre l’acqua, non ha gas, non ha coloranti ed è priva di zuccheri.

L’ESEMPIO DI MAMMA E PAPA‘: è importante ricordare che a proteggersi dal sole si impara e il migliore esempio per i vostri figli siete voi: se lo farete con regolarità e attenzione, loro impareranno a fare lo stesso.

Ma c’è di più: l’AIOM si è fatto promotore, proprio in questi giorni, di una campagna di prevenzione per conoscere meglio il melanoma e per promuovere quei comportamenti sani che ne evitano l’insorgenza. Testimonial della campagna è Aldo Montano, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene del 2004 e uno degli atleti di punta della delegazione italiana ai prossimi Giochi di Londra. L’opuscolo si chiama proprio “(Al sole) non giocarti la pelle”: poche e semplici indicazioni, un linguaggio comprensibile da tutti ed efficace, per conoscere i comportamenti più pericolosi in relazione al sole.

(Al sole) non giocarti la pelle – L’opuscolo dell’AIOM

Nell’interessante opuscolo, spiega il prof. Cascinu ,“io e Aldo invitiamo i ragazzi a proteggersi: no al sole nelle ore centrali, controllo costante dei nei e divieto assoluto dei lettini abbronzanti, equiparati al fumo di sigaretta per rischio cancerogeno.

Poche e semplici regole, ma indispensabili per la nostra salute e facili da seguire.

 

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