Gli italiani stanno diventando più generosi

Un esercito di 15 milioni di donatori italiani: è questo quanto è emerso nella Prima conferenza nazionale della donazione, risultante dai dati illustrati da Gfk Eurisco per L’istituto italiano della donazione, istituto nato per volontà di tre organizzazioni del Non profit: Forum Permanente del Terzo Settore, Sodalitas e Summit della Solidarietà, con il sostegno di Fondazione Cariplo e di Compagnia di San Paolo. La donazione in Italia risulta infatti cresciuta del 10% rispetto agli ultimi anni. Il donatore più frequente è donna, ha più di 35 anni, un reddito elevato ed un alto tasso di istruzione. Gli italiani che hanno effettuato almeno una donazione negli ultimi 12 mesi sono 15 milioni, pari al 31% della popolazione adulta, di età compresa tra i 14 e i 64 anni. In media ciascun donatore effettua due donazioni nel corso di un anno.

I contributi alla ricerca medica e scientifica e alle emergenze umanitarie, come è accaduto per lo Tsunami, rappresentano la fetta maggiore (si tratta della “donazione emergenziale”), ma si dona anche in occasioni di trasmissioni televisive o banchetti (la “donazione occasionale”), fino ad arrivare alla forma più matura, anch’essa risultante positiva, quella cioè che non ha bisogno di stimoli esterni e che scaturisce da un rapporto di fiducia instaurato con l’organizzazione (la “donazione abitudinaria”). Infatti gli italiani sostengono più di un’associazione, fino ad un massimo di 5 e dimostrano fedeltà nel tempo. L’atteggiamento di fondo è una solidarietà vista come “superamento della insensibilità e dell’egoismo che dominano nella nostra società”.

La scelta dell’associazione è ben ragionata, gli italiani vogliono essere rassicurati, sia per quanto riguarda l’affidabilità “etica” dell’organizzazione, sia nella sua capacità nel gestire al meglio i fondi. Emerge altresì un bisogno di trasparenza sui risultati ottenuti e sui progetti futuri attraverso materiale informativo fruibile, chiaro e concreto.

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