Pescara scenario dei Giochi del Mediterraneo

La sedicesima edizione dei Giochi del Mediterraneo, che si aprirà il 22 giugno prossimo, sarà una delle edizioni più significative di sempre, da quando cioè nel 1951 dieci paesi concretizzarono l’idea di unire lo sport al concetto di Mediterraneo, inteso come cultura da salvaguardare e da sviluppare in un’ottica non soltanto tradizionale ma anche (e soprattutto) politica, perché in grado di unire paesi appartenenti a continenti diversi, con società, religioni, livelli economici molto distanti fra loro.
Sarà un’edizione particolare, dicevo, e non soltanto per l’alto numero di atleti e di nazioni presenti alle gare, ma soprattutto perché la manifestazione si svolgerà a Pescara, in Abruzzo, e cioè nella regione appena colpita dal terremoto. Una grande occasione per dimostrare la voglia e la capacità di superare questo momento difficile.
Oltre quattromila atleti, fra il 26 giugno e il 5 luglio, si daranno dunque battaglia nelle ventotto discipline interessate dai giochi dislocate su 33 impianti sportivi. E per la prima volta saranno rappresentati tutti e 23 i paesi aderenti al CIJM, cioè il Comitato Internazionale preposto ai Giochi del Mediterraneo.
L’Italia, che nel medagliere complessivo della manifestazione è in testa con oltre 1700 medaglie, si presenta con una delegazione composta da 457 atleti, di cui 186 donne, che comprende anche alcuni “big” di statura mondiale come Filippo Magnini (nuotatore due volte campione del mondo nei 100 metri stile libero) e Roberto Cammarelle (pugile campione olimpico e del mondo nella categoria supermassimi). Sarà proprio il pugile di Cinisello Balsamo a fare da portabandiera azzurro in occasione della cerimonia di apertura, e sarà la prima volta da portabandiera per un pugile italiano.
Grande attesa intanto per la cerimonia d’apertura, prevista per il 26 giugno allo stadio Adriatico di Pescara. La cerimonia coinvolgerà nelle coreografie oltre 1000 volontari e vedrà il suo culmine nella “Cerimonia dell’Acqua“, un viaggio che partirà il giorno precedente dalla “Fontana delle 99 Cannelle”, simbolo de L’Aquila, e che dopo aver toccato alcuni comuni colpiti dal sisma si concluderà proprio allo stadio Adriatico, dove l’acqua raccolta verrà mescolata nelle ampolle portate dai bambini in rappresentanza delle nazioni partecipanti.

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