Turismo accessibile: si parte con 12 località italiane

Ancora tutele e garanzie per anziani e diversamente abili. Dopo l’istituzione del progetto “Codice Argento”, in via di sperimentazione dai prossimi mesi nei Pronto Soccorso di quattro regioni italiane, dopo le “best practice” a favore dei diversabili contenute nel “Libro bianco per l’accessibilità e mobilità urbana”, adesso si pensa anche ad un turismo alla portata di tutti. A parlarne è il sottosegretario al turismo, Michela Vittoria Brambilla, durante la sua audizione in commissione Attività produttive della Camera. La nuova proposta è a favore del turismo sociale e accessibile: un campo ancora insufficientemente esplorato all’interno delle cosiddette discipline turistiche, che necessita di essere approfondito perché si possa effettivamente parlare di sistema di welfare e soprattutto di qualità della vita. Un turismo che sia aperto ad una fascia di popolazione allargata, in grado di rispondere a bisogni diversificati: svago, sport, tempo libero, relazionalità, vivere l’ambiente e soprattutto socializzazione.

Le persone con esigenze specifiche come anziani, diversamente abili o persone con problemi di salute specifici, necessitano di particolari comodità ed agevolazioni. Da qui l’idea di liberare dalle barriere architettoniche 12 località del Bel Paese a vocazione turistica, al fine di approfondire e sviluppare un sistema come quello del turismo accessibile a tutti e prestare la dovuta attenzione a fasce particolari come anziani e portatori, a vario titolo, di handicap.

Un tema non nuovo per la Brambilla che lo scorso 3 dicembre a Torino durante la “Giornata internazionale delle persone con disabilità” era intervenuta al convegno “La catena dell’accessibilità, servizi e design alla base dell’accoglienza”. Il tema centrale in quell’occasione, che ha visto il confronto tra vari designer, architetti, tour operator e organi istituzionali è stato proprio il turismo come occasione per tutti.

Michela Brambilla, nell’illustrare le linee programmatiche del governo nel settore del turismo, chiarisce che il progetto vuole incoraggiare una “destagionalizzazione” del turismo italiano, puntando su nicchie di mercato come “il turismo congressuale, quello termale legato al benessere e quello sociale”. Si identificheranno così 12 località, 6 marittime e 6 montane, in cui avviare un “adeguamento strutturale” volto a creare ambienti, strutture e spazi tarati per le esigenze di tutti.

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