Afghanistan: l'Italia esempio di cooperazione internazionale

By 28 Marzo 2008 Marzo 5th, 2017 Attualità

E’ uscito in questi giorni il rapporto ACBAR (Agency Coordinating Body for Afghan Relief), coordinamento che raggruppa 94 tra Ong afgane e straniere presenti ed operanti attivamente nel Paese, che dopo un lungo lavoro di raccolta dati ed inchieste ha smascherato i meccanismi e gli ostacoli che non permettevano una corretta erogazione dei finanziamenti destinati alla ricostruzione del Paese. Il rapporto ha scoperto che, a fronte di una generosa intenzione di donazione di 25 miliardi di euro da parte dei governi di mezzo mondo e di molte istituzioni internazionali, i soldi effettivamente arrivati in territorio afgano non toccano i 9 miliardi.

L’Italia è tra i pochi Paesi che invece hanno mantenuto le promesse: ha stanziato infatti tutti i 424,41 milioni di euro in sette anni, proponendosi come esempio di correttezza e solidarietà. Anche la Gran Bretagna ha quasi completato il proprio percorso di distribuzione pecuniaria per il Paese afgano.

La motivazione principale dei problemi legati all’inefficacia degli aiuti risiede nell’alto livello di corruzione dell’apparato governativo del Paese e della sua scarsa autorevolezza. Purtroppo anche quello che arriva non viene speso al meglio: le risorse finanziarie sono a volte gestite più in base a logiche militari che alle effettive esigenze della popolazione e del territorio. Una soluzione potrebbe essere quella di far entrare le Ong nella gestione degli aiuti, visto che molte sono ben radicate nel tessuto sociale, conosciute e stimate.

Il rapporto dell’ACBAR, quindi, permetterà ora di invertire la rotta affinché gli aiuti arrivino nella loro totalità e distribuiti più efficacemente, dando realmente all’Afghanistan tutte le possibilità di ripresa e concrete speranze alla gente di questo Paese.

(Nella foto: un’immagine dell’emergenza afgana in uno scatto di Peter Casier)

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