Parliamo di Africa

By 11 Luglio 2010 Luglio 14th, 2015 Attualità

Carissimi, in questi giorni siamo immersi nell’Africa e non solo per il caldo. Non possiamo anticiparvi ancora nulla ma non dovrete aspettare troppo, sia sul Cacao della Domenica, sia su quello di lunedì avrete tutte le informazioni su questo straordinario progetto che ci porterà a vivere i prossimi mesi in modo veramente emozionante: speriamo che voi abbiate voglia di seguirci e soprattutto di partecipare. E visto che ormai qui si parla africano, si legge africano, si mangia africano e si ascolta musica africana, in questo sabato di luglio vi vogliamo parlare… indovinate un po’? di Africa. Riprendiamo un libro che abbiamo amato come pochi: Schiave Ribelli, scritto da Jacopo Fo e da Laura Malucelli per raccontare che Eva era nera e pure Adamo. Erano neri i primi agricoltori, i primi costruttori di canali, i primi faraoni e i primi imperatori cinesi.Sull’Africa ci hanno raccontato solo bugie. Prima dell’arrivo degli schiavisti c’erano civiltà matriarcali comunitarie molto evolute e non si conosceva la parola “prostituta”. Nessuno racconta che queste popolazioni, guidate da donne straordinarie, riuscirono a resistere ai colonialisti. Nessuno racconta come le schiave nere deportate in America capeggiarono migliaia di ribelli che sbaragliarono gli eserciti europei e poi, nel cuore dell’Amazzonia, di Cuba e Haiti, crearono territori liberi dove vissero per secoli senza contatti con i bianchi. Nessuno dice che l’Africa sta rinascendo grazie anche a un incredibile movimento di gruppi di aiuto, cooperative, ecovillaggi, banche del microcredito. E ancora una volta sono le nipoti di Eva nera a ispirare la rinascita. Buona lettura!SCHIAVE RIBELLIIntroduzioneSe vuoi capire l’Africa e il suo popolo è meglio partire da come si presenta, in questo continente, la natura. Racconta Basil Davidson nel suo libro La Civiltà africana:”Niente in Africa è fatto a metà. Le dimensioni sono sempre grandi e spesso estreme, Vi sono deserti tanto estesi da poter inghiottire metà delle terre emerse europee, dove al caldo intenso del dì si alterna il freddo pungente della notte… vi sono grandi foreste e terreni boscosi dove l’esuberanza della natura vi sommerge a ogni passo sotto erbe alte e pungenti come coltelli, spine che catturano e trattengono come uncini d’acciaio, miriadi di formiche, mosche e animali striscianti che pungono, mordono e tormentano, nel caldo ardente che inaridisce e paralizza, o gigantesche piogge torrenziali che cadono lente da cieli sterminati. Siete sopraffatti dai chilometri che si sovrappongono tra i vostri piedi e il luogo in cui dovreste essere. Se vi capiterà di aggirarvi nella boscaglia africana vi domanderete ben presto come qualcuno possa insediarsi in questa terra e per di più mantenervi una base e estenderla con perseveranza e continuità. Tutta questa esuberanza selvaggia incombe gigantesca, come una presenza consapevole che per riprendere il sopravvento attenda solo che le voltiate le spalle. Date a questo gigante la minima occasione e tutto il paesaggio circostante invaderà di nuovo questi stretti campi e sarà di nuovo padrone del territorio, padrone assoluto, come se il genere umano non fosse mai esistito.”

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