Terremoto Emilia: esenzione IMU, IRPEF e IRES

By 13 Giugno 2012 marzo 5th, 2017 Attualità

È stata decisa l’esenzione dell’IMU sugli immobili inagibili e l’esenzione di IRPEF e IRES sui redditi dei fabbricati sgomberati a causa del terremoto che ha colpito il nord Italia. Lo stabilisce il decreto legge sul terremoto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Queste norme riguardano la popolazione e le aziende ubicate in Emilia, Lombardia e Veneto.

Inoltre, i redditi dei fabbricati ubicati nelle zone colpite dal sisma del 20 e del 29 maggio 2012, distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero in quanto inagibili – totalmente o parzialmente – non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e dell’imposta sul reddito delle società (IRES), fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati medesimi e, in ogni caso, fino all’anno di imposta 2013.

Gli stessi fabbricati sono esenti dall’applicazione dell’imposta municipale propria (IMU) fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati stessi e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2014. Lo stabilisce il decreto legge sul terremoto pubblicato in Gazzetta Ufficiale in questi giorni.

Secondo quanto affermato dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, le imprese danneggiate a causa del terremoto vivranno i prossimi mesi in situazione di inattività, andando incontro a uno stop produttivo piuttosto lungo. “Si teme, e credo sia abbastanza vicino alla realtà, che ci sia uno stop produttivo di almeno 4-6 mesi. Nell’area si produce un po’ di più dell’1% del nostro PIL, rischiamo qualche frazione di punto di PIL soltanto a causa del terremoto” ha dichiarato Squinzi.

Intanto, a favore delle imprese situate nelle zone terremotate potrebbero arrivare nuove risorse provenienti dalla Cassa depositi e prestiti (Cdp), che rappresenterebbero un aiuto fondamentale per le PMI del territorio attualmente in grave sofferenza, soprattutto per quanto riguarda il settore manifatturiero. “Il tavolo sul possibile uso delle risorse della Cdp non è ancora partito”, ha detto Squinzi, “sicuramente è nei nostri programmi affrontare questa situazione e, in generale, discutere della possibilità che una parte, spero anche consistente, della liquidità della Cdp vada in questa direzione”.

Fonti :  www.pmi.it e www.agi.it

 

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