Right2water: il diritto all’acqua vince una prima battaglia europea

di 27 Giugno 2013Marzo 5th, 2017Attualità

L’acqua non è una merce ma un bene pubblico a cui ogni individuo dovrebbe avere libero accesso. Un diritto inviolabile di ogni persona, sancito dalla Nazioni Unite nella risoluzione  64/292 del luglio 2010, nella quale l’ONU dichiara che “l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari rappresenta un fattore imprescindibile per il pieno godimento di tutti i diritti umani”.
Tuttavia, nonostante questo importante riconoscimento, molte persone ancora ne sono escluse, anche all’interno dell’Unione Europea.

Da questo presupposto nasce l’iniziativa dei cittadini europei Right2water, attraverso la quale un comitato intereuropeo di  9 gruppi internazionali, APE : Aqua Publica Europea, EAPN : European Anti Poverty Network ,  EEB European Environmental Bureau , EPHA European Public Health Alliance, EPSU   European Federation of Public Service UnionsETUC  European Trade Union Confederation , PSI : Public Services International,   Social Platform , WECF Women in Europe for a Common Future, invita la Commissione a proporre una normativa che attui il diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari, come sancito dalle Nazioni Unite, e che promuova la fornitura di acqua e servizi igienico-sanitari come servizi pubblici essenziali per tutti. La normativa UE dovrebbe richiedere ai governi di garantire e di fornire a tutti i cittadini sufficiente e pulita acqua potabile e servizi igienico-sanitari.

Introdotta nell’aprile del 2012,   l’Iniziativa dei Cittadini Europei ICE è un nuovo strumento di democrazia partecipativa, attraverso il quale il popolo europeo può giocare un ruolo attivo nell’influenzare le decisioni dell’UE.
Right2water ha recentemente ottenuto un importante riconoscimento grazie alla dichiarazione del Commissario europeo Micheal Barnier, dichiaratosi contrario alla privatizzazione del servizio idrico e firmatario della petizione stessa.
In una  recente dichiarazione che ha fatto seguito alla sottoscrizione della petizione, il Commissario usa parole rassicuranti e di comprensione verso le preoccupazioni dei cittadini in tal senso “comprendo  perfettamente le preoccupazioni dei cittadini quando si dice loro che i servizi idrici potrebbero essere privatizzato contro la loro volontà. […].E ‘nostro dovere di prendere in considerazione le preoccupazioni espresse da tanti cittadini. Lo proporrò al Presidente Barroso e il mio compagno commissari ad approvare questa decisione. La Commissione continuerà naturalmente a monitorare la situazione nel settore idrico da vicino” , dichiarandosi ovviamente contrario alla privatizzazione delle acque.

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