Il 10 dicembre 2023 si è celebrato il 75° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DUDU), un documento sui diritti della persona, adottato dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1948. La Dichiarazione rappresenta un punto fondamentale nella storia umana e costituisce una pietra miliare per la salvaguardia dei diritti umani. Forse è il documento più moderno che l’essere umano abbia mai prodotto. Eppure, per quanto nobili i principi elencati al suo interno, in giro per il mondo si registrano ogni giorno continue violazioni dei diritti umani di base.

Secondo Amnesty International, infatti, nell’ultimo anno, le violenze e le violazioni dei diritti umani sono aumentate, soprattutto a causa delle guerre, dei cambiamenti climatici e della crisi che ha colpito numerosi settori dell’economia mondiale. Ma non solo, ogni giorno vengono denunciate violazioni nei confronti della comunità LGBTQ, o ancora contro donne e ragazze, ancora vittime di una radicata violenza di genere. Gravi soprusi che, insieme a molti altri, ledono la serenità e il diritto alla vita di milioni di individui.

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In giro per il mondo, però, ci sono persone che si oppongono a queste ingiustizie. Ci sono individui che danno voce ai diritti delle comunità violate, che difendono i diritti delle persone LGBTQ, che si oppongono allo sfruttamento dell’ambiente, alla guerra e alla violenza. Sono donne e uomini coraggiosi che decidono di mettere in gioco la propria vita per il bene comune e per gli altri. Sono i difensori dei diritti umani.

Chi sono i difensori dei diritti umani

I difensori dei diritti umani sono individui che, da soli o in collaborazione con altri, si impegnano nella difesa e nella promozione dei diritti umani a livello locale, nazionale o internazionale. Possono appartenere a varie categorie, professionali o meno: sono giornalisti, avvocati, sindacalisti, insegnanti, attivisti oppure persone o parenti di persone che hanno subito sulla propria pelle soprusi e violazioni. Il loro ruolo cruciale nella difesa e nella promozione dei valori della giustizia sociale, economica e ambientale contribuisce direttamente al rafforzamento dello stato di diritto, al sostegno della democrazia e alla promozione del benessere in tutto il mondo.

Nel corso del solo 2022, gli attivisti e i difensori dei diritti umani hanno contribuito ad innestare progressi significativi in tutto il mondo. Come riporta Amnesty International, in Colombia, l’attivismo di numerose organizzazioni a favore dei diritti delle donne ha portato alla decriminalizzazione dell’aborto entro le prime 24 settimane di gravidanza. Le richieste dei movimenti spagnoli, invece, hanno portato all’approvazione di una legge che pone il consenso al centro della definizione giuridica di stupro. Inoltre, grazie alla pressione di attivisti e difensori, Kazakistan e Papua Nuova Guinea hanno abolito la pena di morte.

Tuttavia, a causa del loro operato, i difensori sono spesso soggetti a intimidazioni, minacce di morte, campagne diffamatorie, ritorsioni giudiziarie, aggressioni, tortura e sempre più spesso a sparizioni forzate e addirittura assassinii. Dal 1998 al 2021, si stima che siano stati uccisi circa 4.814 difensori dei diritti umani in tutto il mondo, con oltre 401 uccisioni solo nel 2022.

Iniziative degli Stati a supporto dei difensori

Nel corso degli anni, sono state implementate numerose iniziative per proteggere i difensori e tutelarne l’operato.

Per esempio, la “Carta dei difensori dei diritti umani,” adottata nel 1998 dall’Assemblea Generale dell’ONU, mira a legittimare e proteggere coloro che operano in prima linea per la difesa dei diritti umani. In particolare, la dichiarazione sottolinea il diritto di ogni individuo a promuovere i diritti umani pacificamente e riconosce il diritto di associazione e organizzazione a livello internazionale.

La Dichiarazione, pur non avendo carattere giuridicamente vincolante, gode di una forte autorevolezza politica e morale sul piano internazionale.

Nel 2000, inoltre, per sostenere l’implementazione della Carta, l’ONU ha istituito la figura del Relatore Speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani. Questo è tenuto a presentare regolarmente dei rapporti in cui descrive le attività condotte e formula raccomandazioni sulla situazione dei difensori dei diritti umani in tutto il mondo. L’attuale Relatore Speciale è Mary Lawlor.

Per quanto riguarda il contesto europeo, nel 2004 il Consiglio dell’Unione Europea ha adottato delle linee guida sul sostegno dei difensori dei diritti umani. Queste pratiche includono incontri diplomatici regolari con i difensori dei diritti umani, monitoraggio dei processi legali e promozione di dialoghi politici e cooperazione con i Paesi Extra-UE.

Dal 2015, inoltre, l’Unione Europea ha lanciato ProtectDefenders.eu, una piattaforma che fornisce un supporto completo ai difensori dei diritti umani, attraverso una helpline disponibile 24/7, supporto legale e trasferimenti temporanei.

Per una panoramica complessiva dei provvedimenti presi (e non presi) dagli Stati sulla protezione dei difensori, l’International Service for Human Rights ha messo a disposizione una mappa che tiene conto dello stato di avanzamento delle cose.

Leggi anche:

Tutela dei diritti umani nel mondo: a che punto siamo e come migliorare?

I diritti umani secondo Amnesty International: ecco cosa dice il report 2023

Diritti umani e loro tutela, la normativa di riferimento

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Marzio Fait

Marzio Fait

Marzio Fait. Svolgo un progetto di servizio civile presso il Forum trentino per la pace. Ho partecipato come observer alla COP 27 e alla COP28. Mi occupo di attualità, di diritti umani e di giustizia climatica. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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