Dal 20 gennaio 2025 l’insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dato avvio ad una nuova fase storica globale. La cerimonia inaugurale del presidente è uno degli eventi più simbolici della democrazia americana. Questa cerimonia solenne rappresenta il trasferimento pacifico del potere, che combina insieme tradizione, spettacolo e solennità.
L’insediamento alla Casa Bianca: una tradizione secolare
La tradizione dell’insediamento presidenziale risale al 30 aprile 1789, quando George Washington prestò giuramento come primo presidente degli Stati Uniti a New York, la capitale dell’epoca. La data del 20 gennaio (rispettata anche dal nuovo presidente Donald Trump) venne fissata nel 1933 con il XX° Emendamento della Costituzione, che anticipò la cerimonia. Il giuramento presidenziale è un passaggio obbligatorio. Con il giuramento il presidente eletto si impegna nel proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti, anche davanti a Dio. Infatti il presidente presta giuramento su una Bibbia, un gesto di significato personale o simbolico. Il giuramento si svolge tradizionalmente sulla scalinata del Campidoglio a Washington D.C., davanti a una folla di cittadini e rappresentanti del governo.
Dopo il giuramento, il presidente pronuncia solitamente un discorso inaugurale. Momento cruciale per delineare la sua visione politica e unire la nazione. Il primo discorso di Washington fu breve, mentre quello di William Henry Harrison nel 1841, il più lungo della storia, fu seguito dalla sua morte per polmonite un mese dopo, probabilmente a causa del freddo patito durante la cerimonia. Nel corso della storia, l’insediamento ha riservato momenti indimenticabili. Nel 1865, in piena Guerra Civile, Abraham Lincoln pronunciò il suo secondo discorso inaugurale, con parole di riconciliazione che rimangono celebri. “Con malizia verso nessuno, con carità per tutti”. Nel 1961, John F. Kennedy invitò gli americani a riflettere sul loro ruolo nel paese con la celebre frase: “Non chiedete cosa il vostro paese può fare per voi, chiedete cosa voi potete fare per il vostro paese”.
Il ritorno di Donald Trump a Washington
Donald Trump ha giurato come 47º presidente degli Stati Uniti, entrando nella storia come il secondo presidente a servire due mandati non consecutivi dopo Grover Cleveland. A causa delle rigide temperature, la cerimonia si è tenuta all’interno della Rotonda del Campidoglio. Trump ha prestato giuramento utilizzando due Bibbie, una della madre e l’altra di Abraham Lincoln. Nel discorso inaugurale, Trump ha dichiarato il giorno come “Giorno della Liberazione”, promettendo l’inizio di una “Nuova Età dell’Oro” per il Paese. Ha sottolineato la necessità di unità nazionale e ha promesso una “rivoluzione del buon senso”, pur criticando duramente l’amministrazione precedente su sicurezza e economia.
Tra i presenti alla cerimonia vi erano ex presidenti, membri della Corte Suprema, leader mondiali e tycoon del settore tech e social media: come Mark Zuckerberg, Jeff Bezos, Sundar Pichai, Shou Chew e, ovviamente, Elon Musk, il nuovo braccio destro del Presidente. Nella serata, Trump ha firmato una serie di ordini esecutivi, tra cui il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Accordo di Parigi. Anche sul congelamento delle nuove normative e l’istituzione del Dipartimento per l’Efficienza Governativa. Ha inoltre dichiarato un’emergenza nazionale al confine meridionale, predisponendo il dispiegamento delle forze armate. Questi primi atti segnano l’inizio del secondo mandato della presidenza Trump, che promette grandi cambiamenti per gli Stati Uniti. Non ci resta che attendere le prossime mosse del Presidente.

