Una buona notizia che merita di essere raccontata: a dicembre 2025, grazie alla legge sul sovraindebitamento, un cittadino di nome Giovanni, (il cui cognome non è stato rivelato per motivi di privacy), ha ottenuto dal Tribunale di Sassari l’apertura della procedura di liquidazione controllata. Si tratta di uno strumento nato per restituire dignità e speranza a chi non riesce a far fronte ai debiti. Travolto da un grave squilibrio economico causato da imprevisti professionali come la perdita del lavoro, Giovanni rischiava di non intravedere più una via d’uscita.
Il sovraindebitamento, infatti, può colpire chiunque, rendendo impossibile il pagamento dei debiti accumulati nel tempo. Tuttavia, la storia di Giovanni dimostra che non si tratta di una condanna senza possibilità d’appello, ma che esistono percorsi legali che possono far tornare a respirare.
Dall’edilizia al pignoramento: la storia di Giovanni
Giovanni, ex lavoratore edile di Sassari, nel 2013 era stato costretto a chiudere la propria attività a causa della crisi del settore. Il successivo impiego come lavoratore dipendente, con uno stipendio modesto, non era stato bastato a sostenere la famiglia. Per coprire le spese essenziali – dalla scuola della figlia ai bisogni della casa – era ricorso a diversi finanziamenti. Un prestito dopo l’altro, la situazione era degenerata rapidamente fino al pignoramento dello stipendio.
È proprio nel momento di maggiore difficoltà che si è aperta una possibilità di rinascita, grazie alla liquidazione controllata prevista dalla legge sul sovraindebitamento e dal Codice della Crisi d’impresa e dell’insolvenza. Attraverso questo strumento, il patrimonio del debitore viene affidato a un organo terzo, il liquidatore. Quest’ultimo garantisce un percorso ordinato e tutelato per uscire dal sovraindebitamento.
La legge sul sovraindebitamento come percorso di tutela per ricominciare
Dopo un’analisi della situazione economica di Giovanni, il Tribunale di Sassari ha riconosciuto che il reddito familiare non fosse sufficiente a coprire l’intero debito accumulato. Per questo ha stabilito un principio fondamentale: la tutela della persona prima del debito. Al debitore deve essere garantita una somma adeguata a preservare un tenore di vita dignitoso per sé e per la propria famiglia. In poche parole, prima si assicura il necessario per vivere, poi si distribuisce l’eccedenza ai creditori.
Grazie alle legge sul sovraindebitamento, Giovanni potrà beneficiare della cancellazione dei debiti non pagabili e la ristrutturazione di quanto dovuto, permettendogli di ripartire con una prospettiva economica più serena.
Perché la legge sul sovraindebitamento rappresenta una speranza per molte famiglie
Gianmario Bertollo, fondatore dello studio di avvocati, Legge3.it, che ha preso in carico il sassarese, ha dichiarato: “[…]La storia di Giovanni è un monito e una speranza. Dietro i numeri ci sono famiglie che si ritrovano con le spalle al muro. È in questi momenti che la legge deve fare il suo corso, garantendo una via d’uscita per chi vuole onorare il possibile e ripartire”. La legge sul sovraindebitamento, infatti, può fornire un percorso di ritorno alla stabilità finanziaria.
La normativa consente proprio questo: un ritorno alla normalità senza essere schiacciati da obblighi impossibili da soddisfare. “[…]Il Tribunale di Sassari ha applicato alla lettera il principio secondo cui la persona deve poter vivere. Questa sentenza non solo ferma il pignoramento ma consente alla famiglia di Giovanni di respirare”.
Una decisione che dimostra come la giustizia possa diventare uno strumento di protezione e speranza, offrendo una reale possibilità a tante famiglie in difficoltà.

