Cinema, l'Italia insegna “L’arte della felicità”

L’arte della felicità, dell’illustratore e regista Alessandro Rak, dopo aver commosso Venezia e aver incassato il prestigioso riconoscimento come opera prima al Raindance Film Festival di Londra, rappresenterà l’Italia al Festival di Annecy, il più importante Festival del film di animazione d’Europa. “L’idea era di descrivere Napoli nel suo degrado – ha affermato il regista – Ho isolato un momento di ‘bruttura’ della città, un suo scorcio in un momento di massima defaillance, legato alla percezione del protagonista. Volevo creare un piccolo quadro degli abissi in cui le persone possono precipitare solo attraverso la loro percezione. Perché poi basta un cielo che si sgombra a far posto a pensieri completamente diversi”. Questo cartoon per adulti, che ha riscosso un grande successo di critica e di pubblico in tutto il mondo, è la conferma che il film di animazione può essere un formidabile strumento di narrazione cinematografica, capace di parlare a un pubblico trasversale, offrendo una lettura critica della realtà.

Non mancano esempi di questo tipo, a partire dal recente “Ernest & Celestine”, diretto da Stéphane Aubier, Vincent Patar e Benjamin Renner e sceneggiato da Daniel Pennac, che sa parlare di tematiche come la difficile convivenza fra “mondi” diversi; esemplare anche “Si alza il vento” del giapponese Hayao Miyazaki, vincitore del Premio Oscar, nel 2003, per “La città incantata”. Fra i titoli più significativi degli ultimi anni, “Persepolis” dell’illustratrice iraniana Mariane Satrapi, che ha la struttura di un romanzo di formazione in cui l’esistenza individuale della protagonista si intreccia con la vita sociale e civile di un Paese. Che il settore del film d’animazione sia sempre più vivace lo dimostrano anche i numeri di Annecy: il Festival che si aprirà il prossimo 9 giugno trasformerà per sei giorni la città nella capitale del film d’animazione con oltre 7000 professionisti accreditati provenienti da oltre 80 paesi e più di 500 proiezioni cinematografiche.

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