Una panoramica sulle app di tracciamento dei contatti nel continente europeo

Le app di tracciamento dei contatti in Europa sono il risultato di mesi di lavoro tra governi, società, strutture sanitarie e sviluppatori. I grandi organi della sanità insistono molto sull’importanza di questi strumenti e sul loro utilizzo. Che riscontro stanno avendo? Proviamo a capire i loro progressi.

Cos’è il contact tracing

Il contact tracing, anglicismo adottato per intendere il “tracciamento dei contatti da coronavirus”, è un metodo politico/sanitario per contrastare la pandemia in corso. Il metodo consiste nel segnalare gli spostamenti di chi è risultato positivo al virus, ed è considerato – sia dai governi mondiali sia dall’Oms – uno dei principali strumenti di contenimento contagi. Oltre al gateway della Commissione Europea che unisce le app dell’Ue, esistono altre app di tracciamento nel continente.

Le app europee di tracciamento dei contatti

In Europa si registrano un totale di 18 app, inclusa l’italiana Immuni, distribuite in Francia (StopCovid), Austria (StoppCorona), Regno Unito (NHSCovid-19), Svizzera (SwissCovid), Olanda (CoronaMelder), Irlanda (CovidTracker), Islanda (RakningC-19), Spagna (RadarCovid), Danimarca (Smitte|Stop), Repubblica Ceca (eRouškia), Cipro (Covtracer), Belgio (Coronalert), Finlandia (Koronavilkku), Norvegia (Smittestopp), Ungheria (VirusRadar), Bulgaria (ViruSafe) e Slovacchia (Covid19 ZostanZdravy).

Durante gli scorsi mesi si sono presentati diversi punti deboli che hanno rallentato lo sviluppo delle app. Prima di tutto il problema della privacy che ha creato forti indecisioni in Norvegia a causa della segnalazione di posizione GPS, poi disattivata. Caso anomalo per l’Islanda, che vede il 40% della popolazione tra gli utenti dell’app rispetto al 10-20% degli altri Paesi del continente, come la Svizzera o la Francia.

Nel Regno Unito invece il programma di tracciamento dei contatti si distingue dagli altri per le diverse novità apportate: prima fra tutte la possibilità di controllare i propri sintomi, correlata a un conto alla rovescia della quarantena. La caratteristica innovativa è però la capacità di scansionare i codici QR dei luoghi in cui si è stati, registrando con precisione pub, bar, ristoranti e altri ambienti visitati.

Le previsioni sui download

Secondo i politologi internazionali sarà difficile in tempi brevi convincere e rassicurare l’opinione pubblica dell’effettiva sicurezza dei sistemi di tracciamento dei contagi. Adrienne Ficther, politologa svizzera e direttrice di Republik si esprime allo stesso modo per l’app SwissCovid del suo Paese, presa a modello da molte nazioni ma utilizzata da solo 2.500 abitanti. In una intervista rilasciata alla SWI avverte che «si potrà giudicare se si è trattato di un fiasco solo tra due o tre anni. […] il Governo dovrebbe comunicare in modo più aggressivo, sottolineando in particolare che ogni altra app che utilizziamo (come Facebook, Instagram, ecc. n.d.r.) raccoglie molti più dati».

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