Ecco come risparmiare 1.300 euro in un anno

By 8 Maggio 2009 Economia

Le famiglie italiane potranno risparmiare fino a 1.320 euro l’anno per l’acquisto di prodotti alimentari seguendo i consigli e i contenuti nel vademecum ‘Impariamo a fare la spesa’. Un opuscolo in cui si divide per fasce di costo, si suggeriscono alimenti ‘alternativi’ più economici e si consiglia quali prodotti acquistare a seconda della stagione.

Il libricino è stato presentato ieri nel corso di una conferenza stampa da Confesercenti, Federconsumatori e Adoc che pubblicheranno 10mila copie del vademecum distribuendolo nelle varie strutture territoriali che potranno avviare diverse iniziative per farlo arrivare ai consumatori. Mentre tutti quanti lo potranno consultare nei siti delle associazioni.

Il risparmio mensile sarebbe quindi di 110 euro, che però potrebbe aumentare per le famiglie numerose (fino a 1.850 euro l’anno per coppie con tre figli), per gli anziani (1.516 euro) e per le famiglie del Sud (1.640 euro).

Il vademecum contiene delle indicazioni che consentiranno ai consumatori di fare una spesa più oculata e, allo stesso tempo, avere prodotti di migliore qualità (stagionali, ecc.). Con i consigli che vanno dall’acquisto nel campo dell’ortofrutta, ai prodotti ittici, dai formaggi e salumi, alle carni. L’iniziativa, spiega il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, ”ha particolare valore perché si inserisce in un periodo di crisi, in cui i consumi stanno calando”.

Nel 2009 infatti si prevede una contrazione tra l’1,5% e il 2%, ricorda il presidente citando i dati delle ultime ricerche effettuate da diversi istituti. Trend negativo che proseguirà anche nel 2010 a causa dell’effetto trascinamento: ”L’anno prossimo ci sarà un minore impatto ma non si passerà a un dato positivo”, afferma Venturi.

Il presidente della Federconsumatori, Rosario Trefiletti, sottolinea l’importanza di questa iniziativa che ”vanno nella direzione di aiutare le famiglie in periodi difficili come quello attuale”. Mentre il presidente dell’Adoc, Carlo Pileri, sottolinea che il risparmio per le famiglie grazie al vademecum ”equivale a una quattordicesima. I soldi risparmiati potranno essere utilizzati per fare altre spese che sono state rimandate”.

Seguendo i consigli dell’opuscolo si stimano notevoli risparmi: per quanto riguarda i prodotti ortofrutticoli nel caso delle primizie o dei prodotti fuori stagione i prezzi possono essere superiori del 30-70% rispetto ad un prodotto di stagione. Per i prodotti ittici, andrebbe considerata la differenza tra prodotto importato e nostrano, con differenze di prezzo che possono arrivare anche al 60%.

Oppure, scegliendo tipologie diverse, la trota invece che l’orata, il persico invece che il dentice, i risparmi possono aggirarsi intorno al 30% nel primo caso e all’80% nel secondo. Per il pane esiste una differenza di prezzo a seconda delle zone e del tipo prodotto richiesto. Il pane comune costa circa il 50% in meno rispetto ad un pane speciale, quello di pezzatura piccola costa di più di quello grande.

Anche per le carni esiste una ”stagionalità”: in genere il maiale costa meno d’estate (10-20%), così gallina e cosce di pollo (30-20%), alcune pezzature di bovino adulto costano meno d’inverno (10%). L’incidenza della spesa alimentare sul totale della spesa delle famiglie è del 18,8% (2 punti in meno rispetto al 1990), ed ammonta in media a 466 euro mensili, 5.592 euro l’anno.

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