Conti deposito: sicurezza garantita anche dal Fondo di Garanzia dei Depositanti

Spesse volte gli italiani si affidano alle banche per la gestione dei propri risparmi. Amministrare il denaro per mezzo dell’intermediazione di un istituto di credito non solo ci riserva maggiori sicurezze ma consente di accedere a numerosi servizi extra. Le banche prevedono svariate soluzioni a seconda delle esigenze dei consumatori. Per chi volesse ottenere una piccola rendita dalla propria liquidità, ad esempio, ci sono i conti deposito: strumenti bancari ad alto investimento ma anche molto sicuri. Per trovare il deposito bancario più redditizio una buona prassi é confrontare i conti deposito delle principali banche così da individuare quello più adatto alle nostre esigenze.

In particolare, i clienti che volessero aprire un conto deposito presso una delle Banche di Credito Cooperativo o presso le Casse Rurali, possono contare su elevati livelli di sicurezza. La loro rete di salvataggio in caso di fallimento dell’istituto si chiama Fondo di Garanzia dei Depositanti (FGD).

Infatti, se nell’offerta di finanziamenti vantaggiosi e altri prodotti bancari, gli istituti di credito sono fondamentalmente indipendenti tra di loro, per quanto riguarda i conti di deposito esiste un fondo interbancario di tutela. Tutti gli istituti di credito sopra citati, che rivolgono gran parte della loro offerta al finanziamento delle attività economiche locali, sono obbligati per legge ad aderire, al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), un consorzio obbligatorio di diritto privato, riconosciuto dalla Banca d’Italia, costituitosi nel 1987.

Alcuni anni fa, la rete del Credito Cooperativo aveva già provveduto all’istituzione di un fondo di sicurezza, chiamato Fondo Centrale di Garanzia, per la precisione nel 1978. Questo ha fatto sì che le Banche di Credito Cooperativo fossero esenti dall’adesione obbligatoria al FITD, datata 1997. Il fondo si è poi trasformato nell’attuale FGD, tenuto al rimborso fino a 100 mila euro per ogni depositante in caso di default della banca.

Occorre specificare che il Fondo di Garanzia dei Depositanti, interviene con forme di sostegno integrative non solo nei casi di insolvenza, ma anche qualora dovessero verificarsi più generiche situazioni di difficoltà da parte delle banche del Credito Cooperativo.

In questi casi non è necessario che vengano attivate le procedure di amministrazione straordinaria né quelle di liquidazione coatta amministrativa, ma è sufficiente che l’istituto in crisi “lanci un SOS”.

In generale, i conti di deposito sono degli strumenti di risparmio che consentono di vincolare, ossia di “congelare” delle somme di denaro ricevendo degli interessi sulla cifra depositata. Il vincolo può durare 3, 6, 12, 24 mesi e l’ammontare degli interessi aumenterà con il crescere della durata del vincolo.

Si può anche aprire un conto senza vincolare alcuna somma, ma semplicemente depositandovi una determinata cifra. In questo caso gli interessi saranno minori, ma si avrà la sicurezza di poter ritirare i soldi in qualsiasi momento.

Il conto di deposito deve essere necessariamente abbinato a un conto corrente di appoggio, grazie al quale si possono gestire i versamenti ed effettuare eventuali giroconti. In genere, i conti deposito, specie quelli sottoscritti online, non hanno né costi di apertura né di gestione, ma bisogna considerare che gli interessi attivi sono soggetti a una ritenuta fiscale del 20%.

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