Pane: piacere quotidiano e pausa pranzo low-cost per 1 italiano su 3

By 28 Novembre 2012 Consumi, Economia, Risparmio

Un piacere quotidiano, più che una necessità alimentare vera e propria, per un terzo degli italiani. Il pane resta un alimento principe sulle nostre tavole. E’ quanto emerge da una ricerca Swg, commissionata da Veronafiere e presentata ieri a Roma agli Stati Generali della Federazione Italiana Panificatori, Panificatori-Pasticceri e Affini (FIPPA).

Lo studio ha coinvolto consumatori, panificatori e imprese della filiera (un campione di 800 maggiorenni residenti in Italia). Ecco, in sintesi, quanto è emerso dalla ricerca:

– I consumi di pane tornano a crescere, soprattutto in bar e pizzerie – mentre trattorie e bar sono sostanzialmente stabili. Con un aumento – seppure lieve – della quantità media acquistata, passata da 496 grammi a settimana del 2010 ai 500 grammi a settimana del 2012.

– Il consumatore vuole la dicitura “pane fresco” e non vuole additivi. Il 63% dei consumatori valuta ”molto utile” l’introduzione della denominazione ‘pane fresco’ per il pane prodotto in giornata e non sottoposto a trattamenti di conservazione.  Oltre la metà degli intervistati (52%) vede negativamente l’aggiunta di additivi e di miglioratori nella preparazione di prodotti da forno dolci e salati. Mentre il 70% dei consumatori crede che sia molto utile introdurre l’obbligo della dicitura “pane conservato” per il pane che ha subito forme di trattamento per la conservazione.

– Il pane è diventato sinonimo di  “pausa low cost”, ma genuina. Secondo il campione intervistato, infatti, il risparmio medio di chi sceglie il panificio per mangiare in pausa pranzo sfiora i 3 euro a pasto. Il 7% degli italiani lo sceglie abitualmente (mangiano in panificio spesso) per un pasto rapido, mentre è una tappa frequente per un rimanente 12% (che sceglie il panificio saltuariamente).

– I motivi? Un connubio vincente fra qualità e risparmio. A dare la spinta è anche la percezione di acquistare nei forni prodotti più buoni, più freschi e più genuini. L’opportunità è stata aperta dal Decreto liberalizzazioni del 2007, che consente anche ai panifici di offrire pasti veloci. Da semplice luogo di acquisto, quindi, il panificio diventa sempre più “punto di ristoro di qualità”.

Fonte.  ANSA

 

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