La nostra società è costantemente connessa: connettiamo parole, immagini, dati, esperienze e lo facciamo aiutati dalla tecnologia mobile dei nostri cellulari e dagli operatori telefonici, ma soprattutto grazie alle offerte di telefonia che consentono di chiamare e navigare a prezzi sempre più contenuti.
Trovare l’offerta più vantaggiosa non è difficile: è sufficiente confrontare le offerte Vodafone, con quelle di Tre, Tim o altri operatori per farsi un’idea chiara dei prezzi e dei pacchetti alla portata delle tasche di tutti.
Inoltre, praticamente ogni piano tariffario ora include anche la connessione ad internt e tutti abbiamo la possibilità di navigare in rete e di svolgere le operazioni più diverse, che siano guardare un film o scaricare dei documenti da un’applicazione in cloud computing.

La possibilità di farlo velocemente, però non è ancora per tutti in quanto, nonostante si sia parlato di avviare i lavori per la realizzazione di strutture che supportino la banda ultra larga, in Italia la diffusione della banda larga non è omogenea e molte zone del territorio nazionale sono ancora scoperte: questo ovviamente vale soprattutto per le reti fisse.
Questo fatto è confermato dal Rapporto su Reti & Servizi di Nuova Generazione 2013 condotto da I-Com, l’Istituto per la competitività, che ha fatto sapere come l’Italia sia indietro rispetto agli altri paesi europei nella diffusione e nell’utilizzo della banda larga.
La buona notizia è che però la banda larga mobile ha una diffusione addirittura superiore alla media europea con un 14% rispetto al 9% dell’UE.

Di lavoro però ancora bisogna farne e per capire come muoversi bisogna partire da cosa funziona poco. Prima di tutto il digital divide delle competenze: pare che siano ancora pochi gli . . .

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