Si è appena concluso un anno davvero particolare, che nessuno di noi avrebbe mai potuto immaginare. Con la chiusura del 2020 si cominceranno a fare le prime stime annuali e il 2021 ci rivelerà i dati ufficiali, e non più quelli stimati, di come è andato l’anno. 

Perdita di PIL e tassi di disoccupazione a due cifre percentuali; perdita di fatturato nei vari settori nell’ordine di centinaia di miliardi di euro; numero di contagi, vittime, tamponi, terapie intensive, aggregati in modo poco comprensibile, ma soprattutto in modo POCO UTILE! 

​​Sentiremo parlare di RECORD! Sì, ma rispetto a cosa? E perché si è scelto di confrontare un certo dato rispetto a un altro? Per fare un esempio, lo scorso 15 dicembre si era diffusa la notizia che nel 2020 la stima dei decessi complessivi avrebbe superato quota 700mila (indipendentemente dalla causa) paragonandola al numero di morti del 1944, definendo l’impatto del Covid simile ad una guerra! L’infelice accostamento ha giustamente scatenato molte polemiche. Molti non sanno infatti che il numero di decessi nel 2019 è stato di 647mila: un dato non poi così lontano da quello, seppur peggiore, del 2020. 

​​Cosa ci riserverà dunque il 2021, considerando la fame di ascolti e di attenzione di cui hanno bisogno i mass-media? Sicuramente un rincaro della dose di ansia quotidiana, celata sotto forma di disinformazione grazie all’uso improprio di numeri e di statistiche, corrette nella loro forma assoluta, ma fuorvianti se accostate ad altri dati. 

Ecco dunque 4 consigli per leggere le notizie che vi verranno propinate da oggi in poi:

 1) diffidate dai numeri aggregati: affermare che sono stati “bruciati” mille miliardi di euro in borsa non vi darà l’esatta proporzione del fenomeno, sia perché è una cifra troppo grande rispetto al comune uso quotidiano, sia perché non è confrontata con alcun altro dato.

 2) ​​​​​​dubitate della parola RECORD: tutto e niente può essere definito un record! Chiedetevi innanzitutto “record rispetto a cosa?”. La temperatura in inverno può anche scendere sotto zero, ma se il confronto lo faccio con l’inverno di due anni prima, che è stato meno freddo, invece di quello di tre anni prima, che è stato molto più rigido, posso comunque parlare di record?

 3) confrontate sempre più fonti: a volte basta un refuso in un dato, una negazione dimenticata in una frase, un’omissione volontaria o accidentale di un aspetto… ed ecco che la notizia assume un significato completamente diverso.

 4) chiedetevi chi dice cosa: ​​quali sono gli interessi in campo di quella testata, o editore, o rete televisiva? Chi sono i proprietari di quel giornale o sito internet? A volte si sente tutto e il contrario di tutto: ad esempio, chi è vicino al Governo elogerà il suo operato, mentre chi è lontano dalle sue idee e dal suo operato lo denigrerà. A volte vado apposta su alcuni siti a leggere una notizia per poi trovare il contrario su altri…

L’informazione è una cosa seria: ogni giorno ciascuno di noi si affida alle notizie per comprendere il mondo, poter fare scelte adeguate relative alle proprie vite e pianificare il nostro futuro. Scegliete le fonti da cui vi informate con la stessa cura con cui mettete il cibo nel vostro piatto!

Buon 2021!

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