Nella scorsa newsletter ti ho svelato alcuni numeri del Digital News Report, il sondaggio annuale del Reuters Institute dell’Università di Oxford, volto a stabilire lo stato di salute dell’informazione in base al coinvolgimento degli utenti. Oggi voglio fornirti altri dati interessanti, a conferma di quanto già emerso.
La tendenza è costante: gli utenti sono sempre meno interessati alle notizie. In Italia, solo il 10% di loro si dichiara molto interessato alle news, mentre i non interessati salgono dal 10 al 12%. Ma si tratta di un vero disinteresse? Forse no, dato che il 59% consulta le notizie più volte al giorno, segno che il problema non risiede nella volontà di evitare le notizie, quanto nella bassa qualità delle notizie.
Le persone desiderano libertà di scelta e un giornalismo “umano”, dunque. Ma com’è un giornalismo “umano” in tutti i sensi?
Rispondiamo a questa domanda unendoci alla voce di Tina Rosenberg, giornalista del New York Times e co-fondatrice del Solutions Journalism Network, che all’Impact Journalism Spring Lab, tenutosi a Torino il 22 maggio 2025, ha indicato nel giornalismo costruttivo la risposta alla crisi dell’informazione.
Come sottolinea Rosenberg, numerosi studi dimostrano che le storie orientate alle soluzioni generano più partecipazione, condivisione e lealtà da parte dei lettori.
In questa direzione, un giornalismo che usa toni rispettosi, fornendo conoscenze ed esempi reali al fine di risolvere i problemi che denuncia, può riconquistare la fiducia dei consumatori e motivarli all’azione, poiché riconquista un’identità umana, a servizio del cittadino.
Se ci pensi, ogni giorno ci interessiamo solo a ciò che può esserci utile: emotivamente, materialmente, economicamente. Anche noi vogliamo continuare a diffondere un giornalismo più utile e costruttivo, proponendo notizie e storie che possano aiutarti a migliorare la tua vita e ampliare i tuoi orizzonti.
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