Autista di bus aggredito da bulli, dà ai ragazzi una lezione di vita

By 13 Novembre 2013 In evidenza, Magazine, Storie

Un autista di autobus, che era stato aggredito da un gruppo di bulli formato da ragazzini e ragazzine, solo per aver cercato di difendere una ragazza malmenata, ha deciso di non reagire al pestaggio e di dare loro un’importante lezione di vita.

L’episodio è successo a Reggio Emilia, in piazzale Europa, centro di interscambio degli autobus che si trova dietro la stazione ferroviaria e che, talvolta, è teatro di episodi di bullismo tra ragazzi e ragazze.

Il protagonista di questa storia è Sandro Bonacini, 47 anni, che ha visto un gruppo di ragazzine che stavano picchiando una coetanea e ha deciso di intervenire in sua difesa. A questo punto alcuni ragazzi, anche loro minorenni e amici delle piccole bulle, lo hanno aggredito e hanno cominciato a prenderlo a calci e pugni. Tutti contro uno.

Ma Sandro ha deciso di non reagire al pestaggio e ha incassato, senza scomporsi, botte e graffi, finché alcuni colleghi sono accorsi in suo aiuto disperdendo il gruppo di minorenni.

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“Erano circa le 7,35 in piazzale Europa”, ha raccontato Sandro. “Dietro il pullman su cui stavo per partire è scoppiata una rissa tra ragazze. Una di loro veniva presa per i capelli, la stavano picchiando. Quindi sono sceso dal bus, ho gridato di smettere. Ho minacciato di chiamare le forze dell’ordine”.

“A quel punto è intervenuto un ragazzo che mi ha colpito con un pugno in faccia. Va bene, ho detto. Ora chiamo i Carabinieri. Ma sono arrivati i suoi amici, incitandolo a colpirmi. Altri pugni, calci nel fianco. In quattro mi hanno spinto a terra. Nel momento in cui sono caduto, però, sono intervenuti alcuni miei colleghi e i ragazzi si sono dispersi. Li hanno allontanati e io mi sono rialzato. Se vedrò un’altra rissa, di nuovo, farò in modo di chiamare le forze dell’ordine”.

“Io ho un fisico molto robusto, non mi hanno lasciato neanche i lividi. Ho sempre fatto sport, sicurezza nei locali. Ma la mia preoccupazione non è tanto per quel che è successo a me. La mia vita non è in pericolo. Molti colleghi mi hanno detto: devi imparare a lasciar stare: quella è la cosa che mi ha fatto più male”.

Dopo lo sgradevole episodio, Sandro ha ripreso il suo lavoro e un gruppo di ragazzi che ha assistito a tutta la scena, gli ha riservato una piacevole sorpresa“Sono partito col pullman. Ho portato i ragazzi a scuola. E, quando li ho fatti scendere, un gruppo si è fermato per chiedermi come stavo e per congratularsi con me, per non aver reagito dopo essere stato preso a pugni. Mi viene da pensare che ragazzi sani ce ne siano ancora. E non è scontato.”

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