L’alimentazione è spesso al centro di dibattiti e notizie ed è molto presente anche nel mondo dei social. Il motivo di questa onnipresenza è dovuto dal profondo interesse degli utenti verso il cibo che si somma all’aumento della presenza online di figure legate alla sfera della nutrizione come medici nutrizionisti, preparatori atletici, cuochi non solo professionisti che condividono ricette e segreti della cucina e fit-influencer che forniscono consigli su varie tipologie di diete.

Il cibo è profondamente presente nella comunicazione moderna perchè non ha solo la funzione di sostentamento fisico ma impatta profondamente su salute e benessere, sulle interazioni umane e sui momenti di convivialità, sull’economia e sulla sostenibilità ambientale. Questo ruolo intimo che intercorre tra le persone e il cibo può generare manipolazioni di informazioni sulla sfera dell’alimentazione che possono causare problemi importanti a utenti che non riescono a discernere la veridicità delle indicazioni. Per ovviare a questo problema esiste un documento pubblico, a cura del CREA, il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, che ha la funzione di fornire evidente in campo alimentare: Le Linee Guida per una sana Alimentazione.

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Come nascono le Linee guida sull’alimentazione

Le Linee guida per una sana alimentazione rappresentano un insieme di raccomandazioni fornite da enti governativi e organizzazioni di nutrizione che suggeriscono come seguire un’alimentazione equilibrata e salutare, finalizzata a mantenere un peso forma ideale negli individui con lo scopo di evitare tutte le patologie derivanti da sovrappeso e da apporti nutrizionali sbilanciati. I consigli contenuti nel testo danno voce alle evidenze scientifiche in campo alimentare e sono formulate per aiutare le persone nelle scelte quotidiane relative al cibo, entrando nel dettaglio non solo della suddivisione tra macronutrienti quali carboidrati, proteine, grassi e fibre ma anche parlando di quantità e porzioni idonee.

Le linee guida sull’alimentazione vengono formulate attraverso un processo rigoroso e spesso multidisciplinare in cui dei professionisti del settore vagliano attentamente i principali risultati scientifici sul tema del cibo. In Italia la prima edizione delle Linee guida dell’alimentazione risale al 1986, successivamente ci sono state quattro revisioni fino ad arrivare al documento attualmente in vigore, realizzato nel 2018.

La gerarchia delle fonti scientifiche

Nel vasto mondo della ricerca scientifica, le fonti variano notevolmente in termini di autorevolezza e rilevanza. All’estremità inferiore della gerarchia troviamole opinioni di singoli esperti. Al penultimo gradino della gerarchia delle fonti scientifiche si troviamo gli articoli specialistici non sottoposti a peer review, cioè al processo di valutazione di un lavoro scientifico da parte di più esperti nel medesimo campo di studio prima della sua pubblicazione.

Più avanti nella scala si collocano gli studi pubblicati in riviste scientifiche, con una varietà di riviste che spaziano da quelle altamente autorevoli a quelle meno rigorose. Di questa categoria fanno parte gli studi in vitro, su animali o su un piccolo numero di persone, che tendono ad avere un valore statistico limitato. Questo significa che i risultati di questi studi non possono essere generalizzati all’intera popolazione, quello che emerge può essere un’associazione ma non necessariamente una relazione di causa-effetto.

Al vertice della piramide si posizionano studi condotti su vasta scala, che seguono grandi popolazioni per lunghi periodi e per questo motivo possono fornire informazioni più solide. Tuttavia, è solo quando queste ricerche vengono analizzate insieme, all’interno di progetti come le revisioni sistematiche, le metanalisi e le umbrella review, che emerge un quadro chiaro e affidabile di evidenze scientifiche. Questa ultima categoria di fonti scientifiche è quella su cui si basano le linee guida ufficiali sull’alimentazione e il motivo per cui le linee guida rivestono un’importanza fondamentale.

I principi chiave delle linee guida

Sensibilizzare le persone a seguire una sana alimentazione significa proteggere la popolazione dalle malattie cronico-degenerative causate da eccesso o carenza di macronutrienti, promuovere la longevità degli individui ma anche la sostenibilità sociale ed ambientale . Le linee guida possono variare a seconda dell’organizzazione che le redige o del paese, poiché hanno anche lo scopo di mantenere le tradizioni dei territori a cui si riferiscono. Nonostante queste piccole variazioni tutte le Linee guida tendono a condividere alcuni punti comuni.

Il tema centrale è la varietà dell’alimentazione: variando le tipologie di alimenti consumati secondo una ciclizzazione settimanale e basandosi su scelte stagionali di prodotti si introdurranno tutti i macronutrienti necessari in modo da evitare carenze di alcun tipo. Ugualmente importante è il concetto di aumentare l’apporto di frutta e verdura che, grazie al loro contenuto di fibre, presentano numerosi vantaggi per la salute e soprattutto per la lotta all’obesità che nel nostro paese presenta dati in crescita, soprattutto tra i bambini e le fasce di popolazione più povere.

In Italia infatti, secondo lo studio del 2022 Barometer Obesity Report, realizzato da IBDO Foundation in collaborazione con Istat, Coresearch e Bhave, il 46% degli adulti è obeso, come lo è il 26,3% dei bambini e adolescenti tra 3 e 17 anni, per un totale di oltre 25 milioni di individui obesi. Il modello alimentare basato sulla dieta mediterranea proposto dalle Linee Guida può essere un valido strumento per guidare le persone tra le troppe informazioni false e fuorvianti che oggi spesso affliggono il mondo della nutrizione.

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Chiara Bastianelli

Laurea in Economia e Direzione Aziendale.Project manager in una società di consulenza strategica per le imprese.Appassionata di aziende, finanza e letteratura.

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