Il direttore dell’Istituto di Tecnologia spiega la sua via per fare dell’Italia un paese dove si fa davvero innovazione. «L’Italia potrebbe consolidare la sua posizione di potenza manifatturiera high-tech con investimenti ingegneristici e tecnologici di altissimo livello di tipo hardware» Perché, spiega Cingolani, «un Paese avanzato deve detenere un primato hardware e poi sviluppare una forte economia dei servizi (legati al software).» Non solo. «l’Italia potrebbe essere una potenza mondiale delle tecnologie del cibo, dell’agricoltura e dei beni culturali». Ripartire dalla manifattura quindi. Spingere alla digitalizzazione delle imprese e dei modi di produzione dei distretti. Ma arrivare a questo non è possibile se…

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