E’ giunto il momento di mettere il Sud sulla mappa globale dell’innovazione” questo quanto detto da Roberto Ruggeri, imprenditore siciliano e fondatore dell’evento Sud Innovation Summit tenutosi a Messina il 14 e il 15 settembre. Stando ai dati di Confindustria e Anitec-Assinform, le imprese del Mezzogiorno superano il dato nazionale del 6,2% riguardo l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale e, con il 7,6% rispetto all’8% della me­dia Ue, consolidano il proprio terreno fertile nel campo tecnologico.

Di IA, trasformazione e turismo digitale, cultura e south working si è parlato proprio all’incontro Sud Innovation Summit dove manager e segretari di numerose aziende internazionali si sono confrontati per accendere i riflettori sulla digitalizzazione e l’Open innovation, termine coniato da Henry Chesbrough teorico americano, che afferma che le imprese dovrebbero fare ricorso ad idee esterne per progredire nelle loro competenze tecnologiche.

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Open innovation: un nuovo modello da seguire a supporto dell’IA

Negli ultimi anni le aziende sperimentano una profonda trasformazione culturale focalizzandosi soprattutto sull’Open innovation. Nello specifico, l’Innovazione aperta è un nuovo approccio strategico e ideologico, dove le imprese si affidano sempre più ad idee, soluzioni, strumenti e competenze tecnologiche che arrivano dall’esterno, in particolare da università, istituti di ricerca e start up. L’obiettivo principale è quello di concretizzare nuove possibilità di business, riducendo rischi e costi legati al processo di innovazione, ma soprattutto condividerne i benefici.

Stando ai dati del Politecnico di Milano, più di due terzi delle grandi imprese italiane considerano di vitale importanza il fenomeno dell’Open innovation, anche se il divario con le maggiori potenze mondiali in campo tecnologico resta e c’è bisogno di colmarlo.

Sud Innovation Summit. Le possibilità dell’intelligenza artificiale al Sud

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale e il suo impatto sul mondo dell’economia, del lavoro e del quotidiano hanno dato il via ad uno dei dibattiti più sentiti durante il Sud Innovation Summit. Sui nuovi confini da superare riguardo l’intelligenza artificiale è intervenuto il responsabile marketing e il capo operazioni di Microsoft Italia Matteo Mille, che ha paragonato l’insediamento dell’intelligenza artificiale al fenomeno Internet per spiegare in seguito ai giovani presenti all’evento l’importanza che potrà avere l’imminente rivoluzione digitale.

Mille cita inoltre uno studio Microsoft riguardante l’IA e l’influenza che potrebbe avere sull’economia italiana: “con il processo d’intelligenza artificiale saremo in grado di stimolare la crescita del Pil italiano arrivando fino al 18%. Quindi, non possiamo perdere l’opportunità di sfruttare questa innovazione a favore della digitalizzazione nazionale” e inoltre sottolinea che “l’avvento dell’intelligenza artificiale non deve spaventare e che l’essere umano non potrà mai essere completamente sostituito, soprattutto per il processo di programmazione delle macchine, che pur appartenendo ad un futuro del tutto digitalizzato saranno comunque limitate intellettualmente”.

In conclusione, Mille insiste per una salda e costante collaborazione con le università del Sud Italia, per creare nuove competenze didattiche che diano la possibilità di primeggiare nel settore dell’IA e soprattutto prevenire l’assalto dei competitor su un mercato già sotto i riflettori.

Best practice: alla scoperta della Murgia Valley

Nel territorio del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, nello specifico a Gravina in Puglia, c’è una fucina di idee e talenti chiamata Murgia Valley, dove continua a svilupparsi uno tra i più importanti poli hi-tech d’Italia. Basti pensare che grazie a questo prodigio, stando ai dati del 2022 di Anitec-Assinform, oltre il 68,3% delle imprese pugliesi e il 65,2% delle imprese lucane è riuscito ad insediarsi nel mondo dell’intelligenza artificiale.

Le università del territorio sfornano talenti che inizialmente vogliono andar via ma noi riusciamo a trattenerli – continua – lobiettivo è di fatturare quanto un’azienda del Nord rimanendo in Puglia. Per noi le radici sono fondamentali.” Queste le parole di Nicola Lavenuta co-fondatore e Ceo della Macnil, azienda operante nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni, specializzata nella progettazione di sistemi integrati wireless e di telecontrollo nel settore automotive. La Macnil inoltre vanta circa 75mila clienti in Europa e più di 70 dipendenti tra Puglia e Lombardia.

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Vincent Truppo

Tra i miei focus principali, abbattere gli stereotipi che talvolta non danno la possibilità di conoscere realmente chi ci circonda, la definizione del termine stereotipo rappresenta appieno il mio lavoro. Con enorme piacere collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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