I bio-materiali sono il futuro dell’architettura e, nel 2025, due saranno le occasioni globali per conoscere le novità nell’ambito dell’edilizia e del design: la Biennale di Architettura di Venezia e l’Expo di Osaka.

Scopri come i bio-materiali sostenibili stanno plasmando un futuro più green e ricco di opportunità per tutti. L’architetto Giulia Conte ci guida in questa scoperta.

I bio-materiali che cambiano il modo di fare architettura nel 2025

Il mondo dell’architettura e del design è in continua evoluzione, sempre più orientato verso soluzioni innovative e sostenibili. Giulia Conte, architetto triestino ed esperta in bio-materiali, illustra il loro legame con i due grandi eventi di questo 2025: la Biennale di Architettura di Venezia e l’Expo di Osaka.

«In questo contesto – spiga Conte – i bio-materiali stanno acquisendo un’importanza crescente, non solo come alternativa ai materiali tradizionali, ma anche come simbolo di un futuro più ecologico e responsabile. Due eventi internazionali stanno dando visibilità a queste tecnologie verdi: la Biennale di Architettura di Venezia e l’Expo di Osaka 2025. I bio-materiali sono materiali naturali o derivati da risorse rinnovabili, che possono essere utilizzati in vari settori, tra cui l’architettura, l’edilizia e il design industriale. Contrariamente ai materiali tradizionali come il cemento e l’acciaio, che richiedono una grande quantità di energia per la loro produzione e hanno un impatto ambientale significativo, i bio-materiali offrono soluzioni più ecologiche»

La Biennale di Architettura 2025 e il ruolo dei bio-materiali

La Biennale di Architettura di Venezia, uno degli eventi di punta nel panorama dell’architettura mondiale, ha sempre rappresentato una piattaforma per l’esplorazione di nuove tendenze e soluzioni sostenibili. Si terrà dal 10 maggio al 23 novembre 2025 a Venezia, presentando il tema “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva”.

Il Presidente Pietrangelo Buttafuoco e il Curatore Carlo Ratti hanno presentato il titolo e il tema, ponendo l’attenzione sui bio-materiali e sulle soluzioni sostenibili. «Negli ultimi anni, molte delle installazioni e dei padiglioni hanno messo in evidenza l’uso dei bio-materiali – continua l’architetto Conte – evidenziando come questi possano essere utilizzati per creare edifici non solo esteticamente piacevoli, ma anche a basso impatto ambientale. Proprio in questo 2025 i temi scelti dal curatore Carlo Ratti riguardano il tema dei bio-materiali, incoraggiando l’uso di materiali innovativi che riflettano una nuova sensibilità ecologica e culturale. In questo contesto, i bio-materiali sono diventati un elemento centrale, dimostrando come l’architettura possa contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico e promuovere un futuro sostenibile».

Expo Osaka 2025: l’impegno globale sostenibile

Anche l’Expo di Osaka 2025 si preannuncia come un evento cruciale per l’innovazione sostenibile: dal 13 aprile al 13 ottobre 2025 si conosceranno nuovi bio-materiali. «Il tema scelto per l’Expo di Osaka 2025 è “Designing Future Society for Our Lives” – spiega Giulia Conte – un impegno verso la creazione di una società più giusta e sostenibile».

L’Italia parteciperà all’Expo di Osaka 2025 con una grande attenzione ai bio-materiali che verranno presentati nel padiglione progettato da Mario Cucinella Architects secondo il claim “L’Arte rigenera la vita”. «In quest’ottica i bio-materiali saranno protagonisti rappresentando la possibilità di ridurre l’impronta ecologica degli edifici e di promuovere un’economia circolare – continua l’architetto – Molti dei padiglioni sono progettati per essere costruiti con materiali naturali e rinnovabili, creando un legame diretto tra la natura e l’architettura urbana. In questo modo, Osaka si prepara a diventare un laboratorio di sperimentazione per nuove forme di design che possano rispondere alle sfide ambientali globali, utilizzando i bio-materiali».

I benefici dei bio-materiali: perché sostenibilità è la parola chiave

I bio-materiali non sono solo una scelta estetica, ma una vera e propria necessità per il futuro della costruzione e del design. Alcuni esempi includono il legno, la canapa, il bambù, il sughero, ma anche materiali innovativi creati tramite processi biologici, come la bio-plastica e il fungo micelio. I benefici che offrono sono molteplici:

  1. riduzione dell’impatto ambientale. La produzione di bio-materiali generalmente comporta un consumo energetico inferiore rispetto ai materiali tradizionali, riducendo così le emissioni di gas serra;
  2. rinnovabilità. A differenza dei materiali non rinnovabili come il cemento, i bio-materiali provengono da risorse naturali che si rigenerano, come legno e bambù;
  3. benefici per la salute. Molti bio-materiali, come il sughero e la canapa, sono traspiranti e non emettono sostanze nocive, contribuendo a migliorare la qualità dell’aria indoor;
  4. economia circolare. I bio-materiali si prestano perfettamente ai principi dell’economia circolare, poiché possono essere facilmente riciclati o compostati al termine del loro ciclo di vita.

Il futuro tra innovazione e sostenibilità

La combinazione di innovazione e sostenibilità è il cuore pulsante dei bio-materiali. «Con eventi di rilevanza globale come la Biennale di Architettura e l’Expo di Osaka 2025 – conclude Giulia Conte – i bio-materiali stanno emergendo come uno degli strumenti più promettenti per ridurre l’impatto ecologico dell’industria edile. Questi eventi non solo sensibilizzano il pubblico e i professionisti del settore, ma stanno offrendo nuove opportunità di collaborazione internazionale per portare l’architettura e il design verso un futuro più green. I bio-materiali non sono una moda passeggera, ma una necessità per un futuro che tenga conto delle risorse del nostro pianeta».

La Biennale di Architettura e l’Expo di Osaka 2025 rappresentano solo l’inizio di un viaggio che, si spera, porterà a un futuro più ecologico e responsabile, dove i bio-materiali saranno protagonisti indiscussi.

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Edoardo Casolo

Edoardo Casolo

Sono appassionato di geopolitica, cinema e cultura, di viaggi e di industria video-ludica. Vicentino ma vivo a Venezia, città che ho amato dal primo momento in cui l'ho vista. Con il laboratorio di giornalismo realizzerò il mio sogno di diventare pubblicista.

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