Un’oasi di solidarietà senza orari né frontiere

di 7 Febbraio 2012Ottobre 20th, 2020Magazine, Storie

A Fano e a Roma esistono due case di accoglienza che ospitano gratuitamente, insieme alle loro famiglie, bambini e adulti affetti da malattie del sangue (quali talassemia, leucemia e altre), che necessitano di trapianto di midollo osseo e di lunghe terapie intensive. Solo in Italia, le persone affette da talassemia (conosciuta anche come “anemia mediterranea”) sono oltre 8.000 e, per loro, l’unica speranza di guarigione è il trapianto di midollo osseo.

Per potersi sottoporre ad un trapianto presso gli ospedali di Pesaro e Roma, i malati sono costretti ad un lungo soggiorno in loco: dai 6 ai 9 mesi e, in alcuni casi, anche più di un anno. Le famiglie italiane che vivono realtà difficili e quelle dei paesi più poveri del mondo, non possono sostenere l’impegno economico di trasferirsi in un’altra città o in un altro stato per un intero anno. Ed è proprio per garantire a tutti il diritto alla salute che Maria Chiera (nella foto sotto insieme a don Luigi Ciotti), esattamente vent’anni fa, decise di fondare l’Associazione “Oasi dell’Accoglienza” onlus.

L’Associazione nasce a Torino e, dopo un lungo e difficile percorso di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, Maria riesce ad acquistare e ristrutturare un vecchio casolare alle porte di Fano, in località Sant’Andrea in Villis. Nasce così la prima casa, che oggi accoglie gratuitamente i malati, soprattutto bambini, che arrivano da ogni parte del mondo: Italia, Romania, Iran, Pakistan, India, Congo, Nigeria, Palestina e molti altri.

La struttura alloggia una media di 80 ospiti, che all’ingresso vengono accolti dalla scritta “La carità non ha orario”. E – aggiungiamo noi – la carità non ha colore, lingua, status, religione e non fa distinzioni di alcun tipo, perché la salute è un diritto universale. Maria stessa ci racconta le motivazioni che l’hanno spinta a creare dal nulla questo progetto di solidarietà e accoglienza: “Per giustizia, perché non è giusto che la povertà e l’indigenza influiscano non solo sul modo di vivere, ma anche sullo stesso diritto alla vita: non è giusto che …..


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