A Venezia “Genesi”: negli scatti di Salgado l’incanto di una natura incontaminata

di 31 Gennaio 2014Cultura, Magazine

Oltre 200 immagini in bianco e nero raccontano lo straordinario viaggio fotografico di Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo, che ha attraversato i cinque continenti per contemplare e documentare la bellezza e l’incanto dei luoghi ancora incontaminati del nostro pianeta. Il progetto “Genesi” nasce nel 2003 e oggi sbarca a Venezia, in una grande mostra presso la Casa dei Tre Oci, dove i bellissimi scatti saranno visibili al pubblico dal 1° febbraio fino all’11 maggio 2014.

10Il fotografo brasiliano, di cui è nota la sensibilità ambientalista, ha voluto restituire in immagini l’eccezionalità di un mondo in cui tutto è in perfetto equilibrio, e l’uomo sa ancora dialogare con la natura: “Personalmente vedo questo progetto come un percorso potenziale verso la riscoperta del ruolo dell’uomo in natura. L’ho chiamato Genesi perché, per quanto possibile, desidero tornare alle origini del pianeta: all’aria, all’acqua e al fuoco da cui è scaturita la vita; alle specie animali che hanno resistito all’addomesticamento; alle remote tribù dagli stili di vita cosiddetti primitivi e ancora incontaminati; agli esempi esistenti di forme primigenie di insediamenti e organizzazione umane. Nonostante tutti i danni già causati all’ambiente, in queste zone si può ancora trovare un mondo di purezza, perfino d’innocenza. Con il mio lavoro intendo testimoniare com’era la natura senza uomini e donne, e come l’umanità e la natura per lungo tempo siano coesistite in quello che oggi definiamo equilibrio ambientale”.

Salgado ha viaggiato lungo i cinque continenti, attraversando foreste tropicali,  ghiacciai, deserti e montagne rocciose, sempre attento ad afferrare la bellezza di paesaggi ancora intatti e quei preziosi attimi di vita in cui regna l’assoluta armonia tra gli elementi, con l’obiettivo di “ricongiungerci con il mondo com’era, prima che l’uomo lo modificasse, fino a sfigurarlo”. Le cinque sezioni che compongono la mostra corrispondono alle zone geografiche in cui il fotografo ha realizzato i suoi scatti: il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl. Con il suo sguardo appassionato, Salgado si fa testimone di un mondo residuale da salvaguardare, e i suoi scatti diventano un potente monito affinché l’uomo apra gli occhi e assuma su di sé la responsabilità di proteggere tanta bellezza e di farla durare nel tempo.3

In occasione della mostra veneziana sarà presentato il libro “Dalla mia Terra alla Terra“, un insieme di riflessioni scritte in prima persona da Salgado: nelle sue parole, il racconto della creazione dell’ “Instituto Terra”, fondato insieme alla moglie Lélia, al fine di riconvertire alla foresta equatoriale un vasto territorio brasiliano, dove oggi sono state piantate decine di migliaia di nuovi alberi e in cui la natura è tornata a vivere.

Immagini: © Sebastião Salgado/Amazonas Images

Leave a Reply

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.