Perché la più grande rete globale di imprenditori sociali arriva finalmente anche in Italia

Gli imprenditori sociali, che riescono a creare impatto sociale ed economico attraverso metodologie innovative e partnership strategiche con le imprese, si mettono “in rete”.

12 imprenditori sociali da tutta Europa si incontreranno infatti a Milano il 26 febbraio per presentare le proprie metodologie e cercare potenziali partner con i quali replicare il proprio lavoro nel nostro Paese. Questo è il biglietto con cui si presenta ufficialmente Ashoka in Italia. Con un network internazionale attivo da 35 anni, Ashoka è la più grande rete globale di imprenditori sociali, con più di 3.000 imprenditori-innovatori in oltre 80 nazioni e uf-fici regionali nei cinque continenti.

“L’Italia – spiega Alessandro Valera Launch Director di Ashoka Italia – anche se ha una ricca storia di imprenditoria sociale è l’ unico grande paese europeo in cui non è presente Ashoka. Il nostro progetto è quello di rilanciare l’ occupazione tramite l‘innovazione sociale, rendendo i modelli imprenditoriali più sostenibili e internazionalizzando le idee migliori”.

Ashoka seleziona, forma e connette innovatori sociali di tutto il mondo e sostiene lo sviluppo di nuovi modelli imprenditoriali-sociali, ottenendo così risultati che producono valore sociale ad alto impatto. Ai fellows selezionati viene fornita una borsa di studio pluriennale e l’accesso alla rete globale.

I risultati? Tramite il percorso di collaborazione, il 57% dei fellows cambia le politiche nazionali nel proprio settore nei primi 5 anni dall’elezione; il 52% delle aziende partner cambia il codice di condotta, il 61% dei fellows inserisce nei propri modelli di gestione degli elementi di mercato che contribuiscono in media al 41% del loro budget; il 28% dei fellows sviluppa una joint venture con un’azienda.

Concretamente tutto ciò si è tradotto in 60.000 nuove case costruite in Kenia, 2 milioni di dol-lari investiti nelle rinnovabili negli Usa, 300.000 donne in Nigeria hanno avuto accesso alla tecnologia. Ecco i 12 progetti di imprenditoria sociale europei sostenuti dalla rete globale di Ashoka, che saranno presentati a Milano il 26 febbraio (Auditorium Robert Bosch, via Marco Antonio Colonna 35, dall 9 alle 18) per essere replicati nel nostro Paese:

1. Germania: “Discovering Hands”, un nuovo sistema di diagnostica per la prevenzione del cancro al seno che migliora la diagnosi, abbatte i costi, riduce l’invasività utilizzando le capacità tattili delle donne non vedenti.

2. Germania: “ProjektFabrik” che ha l’obiettivo di ridurre il tasso di disoccupazione dei giovani in Germania attraverso un programma chiamato “JobAct” che si basa sull’insegnamento di abilità professionali attraverso l’utilizzo di arti dello spettacolo.

3. Turchia: “Gelecek Daha Net- The Future is Brighter Youth Platform” una iniziativa che combina consulenza on-line e off-line, laboratori, mentoring, coaching e sviluppo delle competenze. La piattaforma digitale sta abbassando i tassi di abbandono di scuole superiori, università favorendo l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

4. Francia: “Groupe Vitamine T”, un sistema che si basa sull’attrarre aziende private nel territorio francese sulla base dei loro veri interessi: assunzioni, penetrazione sul mercato e attività di CSR. In 25 anni di attività sono stati creati: 27.000 nuovi posti di lavoro, 3.000 salariati e 14 nuove imprese.

5. Francia: “Boutique de Gestion”, negozi gestionali, vere e proprio boutique dove gli imprenditori possono ‘acquistare’ consigli sulla gestione della loro impresa per ogni fase del ciclo di vita dell’impresa.

6. UK: “User Voice”, una organizzazione gestita da ex criminali che crea piattaforme per utenti di servizi, fornitori e committenti finalizzate a trovare insieme soluzioni ad alcuni dei problemi più difficili e dispendiosi relativi al crimine.

7. Spagna: “Fundación Ana Bella”,che supporta il ritorno al lavoro delle donne che hanno subito violenza, promuovendo il loro inserimento nelle risorse umane o nella promozione di prodotti, diventando così agenti visibili di cambiamento. Oltre a guidare una rete di “supervivientes” in Spagna che aiuta 1.200 donne ogni anno, nel 2013, la Ana Bella Social School for Women Empowerment ha formato oltre 1.000 donne e più di 210 sono state assunte come ambasciatrici commerciali, contribuendo alla comprovata crescita economica e sociale di imprese come la Danone.

8. Irlanda: “Third Age Foundation”, Un’organizzazione nazionale di volontariato che combatte la solitudine e l’isolamento che affligge le persone anziane attraverso programmi che colmano il vuoto presente fra le diverse generazioni in Irlanda.

9. Francia: “Makesense” :una piattaforma dove un imprenditore sociale può presentare il suo problema ad una comunità online. I core members della comunità definiscono l’approccio migliore per risolvere la sfida (sia online che offline) e quindi mobilitano all’interno della comunità un team appropriato di risolutori di problemi.

10. Spagna, valorizzazione patrimonio edilizio: Jose Maria Gonzales Perez, è architetto, disegnatore, umorista e personaggio pubblico. La sua attività nel settore sociale ha avuto inizio con progetti di valorizzazione del patrimonio storico architettonico spagnolo e si è sviluppato con l’obiettivo di combattere la disoccupazione e l’integrazione di giovani emarginati nella realtà sociale spagnola.

11. Danimarca: “Citymart”, un’organizzazione finalizzata a rafforzare le capacità di innovazione e la condivisione di soluzioni di metodi per coinvolgere e trasformare le comunità locali. Supporta 82 città nel mondo a trasformarsi focalizzandosi sul concetto di innovazione. 99 competizioni pubblicate dalle città, 10.000 nuove soluzioni scoperte; 7,5 milioni di cittadini beneficiano di soluzioni promosse 3 volte più velocemente tramite Citymart.

12. Italia: SOURCE, una rete internazionale di sostegno contro la violazioni dei Diritti Umani legati a tematiche ambientali, attiva in America Latina e Africa. Ideata dall’Ashoka Fellow Italiano, Flaviano Bianchini, offre sostegno alle comunità interessate da intensi fenomeni estrattivi e di sfruttamento del territorio dando loro assistenza legale e supporto logistico e strategico alle comunità che intraprendono azioni di lobby e advocacy.

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