Il turismo è notoriamente un settore trainante dell’economia italiana. Accanto ai fenomeni più conosciuti – la dimensione balneare e le città d’arte – le strutture ricettive extra-alberghiere continuano a crescere, con numeri importanti legati all’agriturismo. È espressione di un turismo lento di successo, da un lato modello per una produzione sostenibile e volta al biologico, dall’altro un’alternativa realistica al declino demografico e allo spopolamento delle zone rurali.

Turismo rurale: tradizioni, ecologia e sostenibilità

Il territorio italiano è leader per una forma di ospitalità legata alla natura e alla campagna. Il turismo rurale è anche sostenibile e caratterizza diverse zone sparse in tutto lo stivale, in particolare in aree con una forte tradizione legata alla terra e all’agricoltura. Toscana, Trentino-Alto Adige, Lombardia, Marche e Puglia si configurano come le regioni con più densità di strutture ricettive a tema agrituristico. Infatti, come riporta Italia a Tavola, dalla Kermesse nazionale AgrieTour di Arezzo – dedicata alle strutture ricettive di campagna e al turismo rurale – emerge che l’agriturismo è quello che più ha aumentato la propria quota di mercato nell’intero settore. Si è passati dal 2,9% al 4% per numero di ospiti e dal 3,2% al 4,4% per pernottamenti.

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Ma cosa è nel dettaglio “attività agrituristica”?: L’ospitalità in alloggi o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori; la somministrazione di alimenti e prodotti costituiti prevalentemente da produzione propria e della zona (con preferenza per i prodotti tipici e caratterizzati dai marchi DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG o comunque sempre agroalimentari tradizionali); l’organizzazione di degustazioni di prodotti aziendali, anche vini, e anche attività ricreative, culturali, didattiche, di pratica sportiva, nonché escursionistiche (trekking, mountain bike, equiturismo), finalizzate alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale. Di forte interesse, per esempio, l’offerta di servizi didattici con la diffusione delle cosiddette fattorie didattiche, che accolgono studenti per far conoscere i diversi aspetti dell’attività agricola e della preparazione di molti alimenti.

Toscana leader del turismo a tema agriturismo

La Toscana presenta oltre 5.000 strutture e in particolare il primato va alla provincia di Siena per con maggior numero di aziende autorizzate all’alloggio: 1.112 strutture. La regione del centro Italia si configura così come realtà leader per il turismo a tema agrituristico. La realtà della provincia senese offre uno spettro di paesaggi molto diversificati: dalle verdi colline boschive del Chianti tra Siena e Firenze – una delle aree più famose per la produzione vitivinicola – alla natura quasi desertica e unica nel suo genere delle crete senesi e della Val D’Orcia, con piccoli borghi come Pienza, San Quirico o Montalcino – veri e propri gioielli incastonati sulle dolci colline d’argilla.

Queste zone si fanno modello da un lato per una produzione sostenibile e volta al biologico – spesso realizzata tramite la permacultura, lontana dalla culture intensive. Dall’altro lato contrastano attivamente con lo slow tourism il declino demografico e lo spopolamento di queste aree più periferiche e ruraliche lottano per preservare la propria identità e garantire servizi a una popolazione in diminuzione.

Come descrive l’IRPET (Istituto Regionale per la Programmazione Economica Toscana), le strutture agrituristiche nella regione si iniziarono a costituire all’inizio degli anni ‘80, in risposta a una domanda di turisti prevalentemente stranieri. Alla ricerca di alloggi in fattoria o in architetture rurali, al fine di intraprendere visite a città e borghi d’arte, optavano per pernottamenti in ambienti rurali ed eventualmente acquistando produzioni tipiche locali. Circa un decennio dopo negli anni ‘90 la domanda agrituristica crebbe notevolmente, con flussi turistici in crescita – sempre stranieri e in prevalenza di origine tedesca – che sceglievano la Toscana come meta ideale delle proprie vacanze. Oggi, i turisti che annualmente si dirigono nelle strutture agrituristiche toscane sono circa mezzo milione.

Toscana regione leader per la realtà agrituristica

Toscana regione leader per la realtà agrituristica

La realtà agrituristica in Italia: dagli esordi a oggi

La legislazione in materia di agriturismo è stata definita prima a livello locale negli anni ’70 e poi a livello statale con la prima vera legge quadro n. 730 del 1985. Rientrando nell’ambito delle Regioni, queste stabiliscono come operare nel recupero del patrimonio edilizio per l’esercizio dell’attività agrituristica e i criteri stessi. In particolare: la valutazione del rapporto di connessione delle attività agrituristiche rispetto alle attività agricole, che devono rimanere prevalenti; i requisiti igienico-sanitari per i locali e svolgimento di attività, unito alle modalità di rilascio del certificato di abilitazione all’esercizio dell’attività agrituristica. Regolato attualmente in Italia con la legge n. 96 del 2006, anche a livello comunitario sono previsti fondi dell’Unione Europea nel quadro dei Piani di Sviluppo Rurale.

Storicamente, la domanda di questa tipologia di turismo è notevolmente evoluta negli anni. Prima l’agriturismo interessava una ristretta cerchia, oggi coinvolge fasce ampie della popolazione: gli amanti del contatto con la natura, la cucina tradizionale locale, la tranquillità. Non solo italiani: gli ospiti stranieri coprono circa 1/3 della domanda totale. Le aziende agrituristiche sono inoltre quelle che riescono a destagionalizzare maggiormente, essendo attive per lo più per tutto l’anno.

Infatti anche l’offerta di agriturismi si è ampliata nel tempo: inizialmente limitata a piccole aziende agricole in aree collinari e montane, oggi coinvolge anche grandi aziende, diventando un prezioso sostegno ai redditi agricoli e collaborando attivamente alla conservazione del paesaggio.

L’agriturismo si distingue oggi per essere un equilibrio perfetto tra turismo, produzione e valorizzazione del territorio. Iniziare e svolgere un’attività agrituristica comporta infatti il recupero degli edifici rurali spesso in stato di abbandono e supportare l’occupazione in agricoltura, unito alla valorizzazione dei prodotti tipici locali, proponendo così un modello possibile di turismo sostenibile.

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Virginia Allegra Donnini

Con un background di studi ed esperienze lavorative a cavallo tra economia, marketing e moda scrivo di tendenze, pop culture, lifestyle. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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