A volte ci chiediamo come personaggi del calibro di Steve Jobs siano riusciti ad arrivare al successo e diventare icone mondiali. Nell’anniversario del giorno in cui ci ha lasciati, il 5 ottobre 2011, sveliamo quale’era la mentalità vincente dell’uomo che si celava dietro il grande imprenditore. Un uomo visionario, che con la sua curiosità e determinazione ha saputo segnare definitivamente le abitudini tecnologiche di milioni di persone. Ma cos’ha fatto di lui un uomo di successo? Quali sono le filosofie di vita di uno degli imprenditori più geniali della storia?

I-Phone

Steve Jobs: i segreti di un uomo di successo-pexels

Determinazione e ambizione, le basi della mentalità vincente di Steve Jobs

Molte sono le grandi aziende di fama mondiale nate in dei semplici garage per poi espandersi a livello globale. Google, Amazon, Disney, Mattel sono solo alcuni grandi nomi che fanno compagnia a quello della Apple. Steve Jobs, infatti, incominciò nel garage dei suoi genitori adottivi a lavorare alla sua prima creazione: il computer Apple I. Da lì prese piede una società che dopo soli quattro anni venne quotata in borsa e in soli pochi giorni valeva già 256 milioni di dollari. L’ascesa di Steve jobs con la Appel, però, fu veloce quanto la sua uscita di scena, dato che per contrasti interni, il consiglio di amministrazione, nel 1985, lo tagliò fuori. La sua creatura che vantava 2 miliardi di dollari e 4 mila dipendenti lo mise momentaneamente fuori gioco, dando inaspettatamente occasione al visionario di potersi dedicare ad altri successi.

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«Essere licenziato da Apple» raccontò in seguito, «fu la cosa migliore che potesse capitarmi. […] Mi liberò dagli impedimenti permettendomi di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita». Jobs, infatti, fondò in seguito prima la NeXT e dopo la Pixar. Apple, successivamente acquistò la NeXT stessa e nel 1996 Steve Jobs tornò a casa da numero uno.

Il creatore della mela più famosa al mondo ha dato, così, esempio di come grandi opportunità si celino dietro alcuni fallimenti che potrebbero risultare nell’immediato catastrofici, ma che probabilmente sono la chiave strategica per farci avanzare ancora più velocemente.

Le abitudini di successo del creatore della Apple

Prodotti Apple

Quale era la mentalità di successo di Steve Jobs? _ pexels

Uno dei segreti di Steve Jobs fu l’inguaribile curiosità anche delle cose che apparentemente sembravano inutili o effimere. Ne è un famoso esempio lo studio che fece in giovane età di calligrafia. Una conoscenza all’epoca del tutti inutile da applicare in campo lavorativo. Eppure, anni dopo, inserì quella conoscenza calligrafica nel suo Mac, includendo i font modificabili per la prima volta nella storia dei computer.

Inoltre anche lui, come tanti leader mondiali, fu folgorato dalle filosofie giapponese. E non era di certo l’unico a ricercare nei metodi orientali uno stile di vita vincente: si ricorda che anche il suo rivale di sempre Bill Gates fu uno dei maggior appassionati del pensiero Feng Shui, ovvero della ricerca dell’armonia degli spazi, di cui la sua casa ne è un emblema a livello mondiale. Questa sua passione era ben nota per lo stretto legame che vantava con il monaco Kōbun Chino Otogawa che divenne il suo maestro spirituale. Nel libro a loro dedicato, Lo zen di Steve Jobs, viene appunto raccontato di come il monaco giapponese insegnò la tecnica di meditazione del “kinhin” e lo introdusse al concetto di “ma”, il vuoto necessario per far emergere il “pieno”.

La filosofia buddhista e il potere del pensiero semplice

La filosofia Buddhista in cui credeva, e che è alla base dello Zen, si rispecchiava nel suo mantra del vivere qui e adesso, come siamo e con quello che siamo. “Il vostro tempo è limitato, quindi non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi – che vuol dire vivere con i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo sanno già che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario”

Ma anche il suo iconico look, composto da dolcevita scuro e jeans, aveva un’ influenza orientale. Infatti Jobs fu folgorato dalle uniformi disegnate dallo stilista giapponese Issey Miyake, per i dipendenti Sony nel 1981. La sua idea di replicare questa scelta stilistica per i dipendenti Apple venne bocciata, ma decise di adottare comunque per sé questo iconico dolcevita sino alla fine dei suoi giorni. Nel suo guardaroba, secondo la biografia di Walter Isasacson, ce n’era più di un centinaio, tutte firmate Miyake.

Completano il suo profilo l’inaffondabile strategia di circondarsi di persone di talento per arrivare al quel concetto di eccellenza da lui tanto aspirato. E non ultimo per importanza, fu determinante il suo concetto di semplicità come stile di vita mantenendo un atteggiamento minimal a partire dal vestiario, alla casa fino a quello stile senza fronzoli presente nell’estetica dei suoi prodotti. Perseguitando sempre i capisaldi del pensiero semplice per arrivare al successo, ha dato sicuramente una grande lezione al mondo, in cui in una era di eccessi, si può essere una delle persone più ricche della terra  senza ostentare lussi e sfarzi vari, ,ma godendosi il meritato successo con chi lo circondava.

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Laura Corona

Aspirante giornalista laureata in Lettere. Scrivo di Cultura e Lifestyle collaborando con BuoneNotizie.it, grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista

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