Nonostante ci troviamo in un’epoca dominata dallo streaming e dalla musica digitale, i dischi in vinile sono tornati ad essere il supporto per musica più venduto nell’ultimo periodo, dopo che erano quasi scomparsi dal mercato in seguito all’avvento dei CD. Secondo i risultati della Recording Industry Association of America, dopo il boom di vendite dei dischi in vinile del 2021, il fatturato dei formati fisici è stato di 1,9 miliardi di dollari nel 2023, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Il loro fatturato è stato di 1,4 miliardi, con un aumento dell’11% rispetto al 2022.

I motivi che hanno portato alla rinascita del vinile

A contribuire al ritorno del vinile nel mondo della musica concorrono diversi motivi. Uno dei principali è la qualità del suono. Rispetto alle registrazioni digitali, il vinile offre un suono più caldo e avvolgente che, all’orecchio dell’ascoltatore, risulta più autentico, soprattutto per la presenza di piccole imperfezioni, come lievi fruscii, da cui è caratterizzato.

Non si tratta soltanto di un ritorno al passato: sono proprio i giovani i maggiori acquirenti di dischi in vinile. Attraverso di essi, la musica viene utilizzata come un mezzo originale per esprimere la propria personalità. Non è un caso che a dominare le classifiche delle vendite dei vinili siano artisti contemporanei, come Taylor Swift e Harry Styles.

In tanti vedono nel vinile un vero e proprio oggetto da collezione, se non un’occasione di investimento: molti acquirenti li comprano solo per conservarli, talvolta senza ascoltarli. Per altri, invece, l’esperienza di posare il vinile sul giradischi e di posizionare con delicatezza il pick up sul disco rappresenta un rito che conferisce solennità all’ascolto dell’album scelto.

In un’epoca in cui l’ascolto della musica è diventato sempre più immediato e accessibile, i dischi in vinile offrono inevitabilmente  un’esperienza di ascolto unica e, al di là dell’aspetto prettamente musicale, rappresentano un fenomeno culturale di rilievo, grazie alla loro capacità di coinvolgere, ognuna a suo modo, diverse generazioni.

Ritorno del vinile: quanto inquina un disco?

Un disco in vinile è composto principalmente di PVC, un polimero plastico sintetico. Si tratta di un materiale che ha un grosso impatto ambientale ed è difficile da smaltire per la presenza del cloruro. I vinili contengono circa 135 grammi di PVC, producendo circa 0,5 kg di CO2 per ogni disco. Inoltre, occorre considerare l’inquinamento derivante dal loro trasporto e dai relativi imballaggi.

Anche il digitale ha un impatto ambientale significativo: secondo Kyle Devine, docente al dipartimento di musicologia dell’Università di Oslo, le emissioni causate dallo streaming musicale vanno dai 200 ai 350 milioni di kg di gas serra all’anno, superando quelle dei supporti fisici. Secondo Lifegate, il grado di inquinamento della musica dipende dalla frequenza con cui si ascolta una canzone o un disco: il vinile inquina soprattutto nella fase di produzione e di smaltimento, mentre lo streaming ogni volta che viene ascoltato un brano musicale.

Per far fronte alla problematica ambientale concernente i dischi in vinile, vi sono alcune iniziative che hanno l’obiettivo di rendere il disco nero più sostenibile. Ad esempio, il progetto olandese Green Vinyl Records ha sostituito il PVC con materiali ecologici, riuscendo a creare un macchinario capace di produrre circa il 40% di dischi in più rispetto ad un impianto tradizionale, utilizzando il 90% dell’energia in meno. In Italia, Greenyl, un progetto nato a San Giuliano Milanese, ha prodotto dischi 33 giri a impatto zero grazie all’impiego di un materiale composto da plastica riciclata certificato al 99% e riciclabile al 100%.

Grazie a queste iniziative, che fungono da esempio per altri potenziali progetti, l’impatto ambientale dei dischi in vinile potrebbe ridursi in maniera significativa, contribuendo ulteriormente alla loro diffusione.

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Giulia De Giacinto

Giulia De Giacinto. Fan delle belle notizie, mi piace raccontare storie di resilienza e di grande ispirazione, in particolare legate alla musica. Aspirante pubblicista, scrivo per BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo.

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