I marciapiedi invasi dagli escrementi di cane rappresentano una sfida di igiene pubblica che mette anche a dura prova la pazienza dei cittadini. Sebbene la maggior parte dei proprietari di cani sia responsabile, una minoranza danneggia il decoro urbano.

L’abbandono di deiezioni canine sui marciapiedi è un illecito amministrativo soggetto a multe. Le sanzioni variano generalmente da 25 a 500 euro, a seconda del regolamento comunale. In alcune città, le multe possono arrivare fino a 600-700 euro. I proprietari sono tenuti a raccogliere gli escrementi e a portare con sé sacchetti. La mancata raccolta è punibile, anche se l’area non è pulita o frequentata.

Per contrastare questo fenomeno, la soluzione non può essere solo la sanzione economica. Servono iniziative creative, servizi adeguati e una comunicazione efficace che possano stimolare il senso civico e la responsabilità dei cittadini. Vediamo insieme alcune delle iniziative più originali e virtuose.

L’ispirazione: modello Brunete

Uno degli esempi più audaci e originali contro l’abbandono degli escrementi sui marciapiedi è stato quello di Brunete, cittadina spagnola vicino a Madrid. Nel 2013, l’amministrazione comunale aveva sperimentato un progetto pilota: alcuni volontari, fingendo conversazioni causali sulla razza o sul nome dei cani, ricavavano informazioni essenziali su alcuni proprietari negligenti. Queste informazioni servivano per risalire agli indirizzi attraverso i registri comunali. Successivamente, venivano recapitati gli escrementi non raccolti, direttamente a casa, in scatole per oggetti smarriti.

La campagna, sebbene oggi non sia più attiva, aveva ottenuto un risultato sorprendente: una riduzione del 70% di deiezioni canine lasciate per strada nel periodo di attività. Questo successo dimostra come il confronto diretto con le conseguenze delle proprie azioni possa portare a un cambiamento rapido nelle abitudini.

Un altro esempio provocatorio è quello di un cittadino di Leiston (Inghilterra), Andrew Hawes, soprannominato “The Turdinator“, che nel 2015 si appostava mimetizzato tra i cespugli per richiamare direttamente i proprietari negligenti, invitandoli a rimediare sul momento. Un’iniziativa informale che, pur con i suoi eccessi, ha acceso il dibattito sul rispetto degli spazi comuni.

Prevenzione tramite sistemi di identificazione genetica

In Alto Adige, da gennaio 2026, la profilazione genetica dei cani è obbligatoria. Un test del DNA sulle feci canine permette di risalire al proprietario. Migliaia di cani hanno già ricevuto il test rapido e indolore. Inoltre, chi non regolarizza la posizione del proprio animale rischia sanzioni amministrative.

In realtà, l’idea non è nuova. Già nel 2022, Unirelab srl, con il Laboratorio di Genetica Forense Veterinaria di Settimo Milanese, (Milano), ha introdotto questo sistema innovativo tutt’ora attivo: un’anagrafe canina raccoglie i profili genetici ottenuti tramite tamponi buccali, permettendo di identificare gli animali dalle deiezioni abbandonate.

Premi e incentivi: quando conviene essere civili

A Nuova Taipei (Taiwan, Cina), le autorità lanciarono un’insolita campagna per incentivare i proprietari a raccogliere le deiezioni: consegnando i sacchetti con le feci si riceveva un biglietto della lotteria, con premi in lingotti d’oro fino a 2.200 dollari. Avviata nell’agosto 2011 come iniziativa temporanea, ebbe tanto successo da essere prorogata: furono distribuiti quattro lingotti d’oro, mentre altri 84 cittadini vinsero premi minori. Oggi la campagna si è conclusa, ma l’abitudine è rimasta: segno che campagne temporanee possano generare comportamenti positivi duraturi.

Anche in Italia esistono esempi simili: a Cles (Trento), il Comune e i negozi per animali “Amico Mio” di Mathi e “Dog Walking – Val di Non” hanno promosso nel 2021 il “Cashback del sacchetto”: chi consegna le deiezioni canine raccolte riceveva buoni da 10 centesimi spendibili nei negozi promotori dell’iniziativa. Un piccolo incentivo economico che ha prodotto riscontri positivi e che potrebbe essere esteso ad altri comuni del Trentino. Non saranno lingotti d’oro come a Taipei, ma sono pur sempre soldi.

Telecamere come supporto alla raccolta delle deiezioni canine

L’educazione civica resta centrale, ma la tecnologia può supportarla. Nel 2021 il Comune di Offanengo (Cremona) ha installato fototrappole (dispositivi automatici che scattano foto o registrano video al passaggio di persone e animali) e telecamere per sanzionare chi non raccoglie gli escrementi dei propri cani.

Offanengo non è un caso isolato: anche altri comuni hanno adottato misure simili. Già, nel 2019, i Comuni di Casirate (Bergamo) e Cesano Boscone, nel milanese, avevano utilizzato le telecamere per scoraggiare l’abbandono degli escrementi. Più di recente, a Treviglio (Bergamo), dispositivi simili sono stati impiegati per sanzionare comportamenti simili nel centro storico.

Verso un modello sostenibile contro le deiezioni canine

Non esiste una soluzione unica: serve combinare deterrenza, servizi e responsabilizzazione. Progetti come quelli di Taiwan e di Brunete hanno fatto da pionieri nella gestione dell’abbandono delle deiezioni, mentre altre iniziative hanno incentivato molti proprietari a comportarsi correttamente, contribuendo a migliorare la convivenza urbana. La chiave è trasformare un dovere in un gesto naturale, parte integrante di una convivenza civile.

Condividi su:
Avatar photo

Giulia Mastrocicco

Sono Giulia Mastrocicco. Laureata in Giornalismo, Comunicazione editoriale e multimediale presso l'Università di Parma.

Riscopri anche tu il piacere di informarti!

Il tuo supporto aiuta a proteggere la nostra indipendenza consentendoci di continuare a fare un giornalismo di qualità aperto a tutti.

Sostienici