Ridurre il consumo idrico in casa è importante non solo per aggravare il bilancio familiare aumentando i costi in bolletta ma anche per la sostenibilità ambientale; l’acqua, infatti, è una risorsa preziosa che non va sprecata e, anzi, andrebbe sempre adoperata in maniera funzionale e razionale. In ambito domestico, i consumi maggiori sono – fisiologicamente – quelli che derivano dall’utilizzo del bagno, per via delle presenza dei sanitari, della doccia (o vasca) e del lavabo; in aggiunta, si tratta di un ambiente sfruttato quotidianamente da tutti gli inquilini della casa. Ragion per cui, non stupisce come i maggiori sforzi per ottimizzare i consumi debbano concentrarsi proprio sulla fruizione del locale bagno; in questo articolo vediamo quali sono gli accorgimenti che si possono mettere in pratica a tale scopo.

Cambiare la rubinetteria e gli scarichi

La prima cosa da fare, soprattutto nei bagni serviti da impianti vetusti o di vecchia generazione, è quella di sostituire i dispositivi di erogazione (lavabo, bidet, vasca) con elementi di rubinetteria più moderni e funzionali. In commercio, infatti, è possibile trovare numerosi modelli in grado di ridurre il flusso d’acqua in uscita per mezzo di appositi riduttori. Questo accorgimento consente quindi di utilizzare meno acqua ogni qual volta si apre il rubinetto, limitando sensibilmente gli sprechi; dispositivi di questo tipo posso essere facilmente reperiti anche online, tramite shop specializzati come Exagonshop.it, utili anche per confrontare i prezzi e valutare tutte le opzioni disponibili.

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Discorso analogo può essere fatto per il soffione della doccia, al fine di ridurre il volume di acqua erogato per minuto; più complessa, invece, può risultare la sostituzione dello scarico del water anche perché, rispetto agli scorsi anni, non è più possibile beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dal cosiddetto ‘bonus per il risparmio idrico’. Ad ogni modo, è bene valutare la possibilità di effettuare un intervento di questo tipo, dal momento che ogni qual volta si aziona lo scarico si possono consumare fino a 12 litri di acqua.

Limitare i ‘tempi morti’

Per quanto possa sembrare banale, un accorgimento fondamentale è quello di tenere chiusi i rubinetti quando non serve acqua corrente. E sono numerose le circostanze in cui, per semplice pigrizia, si lascia aperto il flusso anziché chiudere momentaneamente l’erogazione. Basti pensare a quando ci si spazzola i denti o ci si insapona sotto la doccia prima del risciacquo: in entrambi i casi, è possibile ottimizzare il consumo d’acqua limitandolo allo stretto indispensabile.

Seguendo lo stesso principio, c’è un altro semplice ‘trucco’ molto utile per evitare sprechi: raccogliere l’acqua fredda in attesa che raggiunga la temperatura desiderata. Molto spesso, specie d’inverno, l’acqua calda non è immediatamente disponibile e occorre farne scorrere un po’ a vuoto prima che diventi tiepida; in alternativa, è consigliabile munirsi di un secchio o una bacinella per raccogliere l’acqua così da poterla riutilizzare in seguito.

Preferire la doccia alla vasca

È opinione comune che la doccia rappresenti un’opzione più sostenibile rispetto alla vasca in termini di consumo idrico; in linea di principio è così ma il reale risparmio dipende da una serie di variabili. Riempire una vasca da bagno richiede dai 100 ai 160 litri d’acqua mentre per una breve doccia possono bastarne anche poco più di 30. Va però considerato che, da un lato, non tutte le vasche hanno la stessa capacità e, dall’altro, il consumo effetti dipende in buona parte dal volume d’acqua erogato da rubinetti e soffioni. Per questo, il consiglio è di preferire, in generale, la doccia ma limitando la massimo il tempo di utilizzo a non più di 3 o 5 minuti, così che il volume d’acqua utilizzato resti inferiore ai 100 litri.

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