La forma di leucemia mieloide cronica non ha una progressione veloce, e sovente viene diagnosticata tardi rispetto alla sua manifestazione, poiché può essere a lungo asintomatica.

Nel momento in cui però la conta leucocitaria raggiunge livelli importanti, si avvertono determinati sintomi: parliamo di leucemia mieloide cronica, dalle cause ai segnali da non sottovalutare.

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Cos’è la leucemia mieloide cronica

La leucemia mieloide cronica si sviluppa nel midollo osseo, nel sistema linfatico, nel sangue e in altri tessuti; generalmente si distinguono due tipi in base alla progressione, che è diversa per ambedue le forme:

  • cronica: la leucemia cronica si presenta in età adulta. La leucemia linfatica cronica (LLC) è diversa dalla leucemia mieloide cronica (LMC). Quest’ultima, infatti, tende a manifestarsi intorno ai 60 anni, come riportato dall’Istituto Superiore della Sanità. Solamente nel 30% dei casi questa forma di leucemia colpisce i più giovani. Il termine “cronica”, dunque, viene riferito alla progressione lenta e inizialmente asintomatica della malattia;
  • acuta: la leucemia mieloide acuta (LMA) interessa le cellule sanguigne, e si sviluppa nel tessuto spugnoso e nel midollo osseo, interessando anche il sistema linfatico, il sangue e diversi organi del corpo. Il termine “acuta” viene usato per specificare la progressione rapida della malattia, la cui produzione di cellule sanguigne tumorali avviene in modo incontrollato. Tra la comparsa della malattia e la manifestazione dei primi sintomi possono passare poche settimane, se non alcuni giorni.

Quali sono le cause

Quando e perché si manifesta la leucemia mieloide cronica? È causata da una mutazione del DNA nelle cellule staminali del midollo osseo. Pertanto, la causa è genetica, sebbene non venga considerata come anomalia ereditaria.

Circa il 90% degli affetti da leucemia mieloide cronica presenta il cosiddetto cromosoma anomalo “Philadelphia”, un’alterazione genetica. Questo cromosoma si forma a seguito di uno scambio fra i cromosomi 9 e 22.

All’interno del cromosoma Philadelphia è presente il gene di fusione tumorale BCR-ABL. Questo gene produce a sua volta la proteina che accelera la crescita delle cellule tumorali.

Ad oggi non si è ancora compresa la causa della mutazione iniziale. Tra i fattori di rischio della leucemia mieloide cronica, in ogni caso, troviamo un’esposizione prolungata alle radiazioni, ma solo se i livelli sono estremamente alti.

Secondo l’ISS, potrebbero influire anche altri fattori, raccolti osservando l’andamento dei casi di leucemia nel corso dei decenni, quali:

  • l’obesità,
  • l’assunzione di farmaci immunosoppressori,
  • malattia infiammatoria intestinale (in cui rientrano colite ulcerosa e morbo di Crohn).

Per quanto riguarda la prevenzione, dal momento in cui le cause della formazione del cromosoma Philadelphia non sono ancora chiare, l’unica cosa possibile da fare è evitare di esporsi ad alte dosi di radiazioni.

I sintomi e i segnali della leucemia mieloide cronica

Come anticipato, la leucemia mieloide cronica si presenta sovente in forma asintomatica, pertanto non è facile diagnosticarla nell’immediato. I sintomi sono strettamente connessi alla fase più o meno avanzata della malattia.

Durante la fase cronica, per esempio, possono verificarsi un incremento dei globuli bianchi, anemia, milza ingrossata, che è dovuta all’infiltrazione delle cellule leucemiche.

Invece, durante la fase accelerata, i sintomi possono variare: possono verificarsi episodi di febbre, così come dolori alle ossa. Anche in questo caso si osserva un incremento della milza.

Infine, la fase blastica: in questo momento della malattia vengono prodotte esclusivamente le cellule leucemiche immature. Pertanto, la leucemia è da considerarsi in fase avanzata: tra i sintomi citiamo ingrossamento massivo della milza, perdita di peso ed episodi di febbre.

È importante notare, infine, che ci sono dei segnali da non sottovalutare, come perdita di peso, sudorazione notturna, affaticamento, debolezza, dolori articolari e pienezza addominale. Quest’ultimo sintomo è legato all’aumento della milza.

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