In arrivo un vaccino contro il tumore all'utero

Il tumore all’utero uccide ogni anno solo in Italia 1.700 donne: il responsabile della maggior parte dei casi è il Papillomavirus contro il quale arriverà in primavera un vaccino. L’Italia sarà il primo Paese europeo a registrarlo e a distribuirlo gratuitamente in seguito all’immissione in commercio nel nostro Paese (dopo la delibera dell’Aifa attesa il prossimo 1 febbraio). I principali organismi tecnico scientifici – il Consiglio Superiore di Sanità (CSS) e la Commissione Tecnico Scientifica (CTS) dell’AIFA – hanno indicato la necessità di intervenire in via prioritaria avviando una campagna di offerta attiva e gratuita rivolta alle ragazze in età prepubere (età individuata: 12 anni) che negli anni produrrà una progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di infezione.

In Italia le dodicenni sono circa 280.000 e saranno chiamate ad una vaccinazione con una dose iniziale e due richiami entro i sei mesi dalla prima. La spesa prevista a carico del SSN è valutata in circa 75 milioni di euro l’anno.
Le informazioni scientifiche disponibili affermano che si tratta di un vaccino sicuro, ben tollerato e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali responsabili attualmente del 70% dei casi del carcinoma del collo dell’utero.

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L’utilizzazione di questo vaccino rappresenta un importante presidio di prevenzione che si affianca, ma non sostituisce, lo screening periodico, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Anche perché il nuovo vaccino sarà efficace, come sottolineato, contro il 70% dei virus associati al carcinoma uterino: quindi, per il restante 30%, l’unica prevenzione resta il pap-test.
A tale proposito bisogna ricordare che il vaccino produrrà effetti sulla prevenzione del cancro della cervice tra alcuni decenni, mentre è in grado attualmente di ridurre drasticamente l’incidenza di questo tumore attraverso il miglioramento della strategia di prevenzione basata sullo screening. Il vaccino, al di fuori delle vaccinazioni programmate, sarà comunque disponibile a pagamento in farmacia previa prescrizione del medico, ed è indicato per le donne che non hanno ancora contratto l’infezione.

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