Chirurgia senza incisione per il reflusso gastro-esofageo

di 26 Giugno 2009Benessere

Circa 11 milioni di italiani soffrono di reflusso gastro-esofageo, una patologia che si manifesta attraverso una serie di sintomi tipici dell’esofago come acidità, rigurgito, dolore toracico, o extra-esofagei come faringite, rinite, voce roca, tosse stizzosa, episodi di asma. Fino a ieri erano disponibili due tipi di trattamento della malattia: la terapia chirurgica, con incisione dell’addome, e la terapia farmacologica. Ai trattamenti tradizionali si aggiunge oggi una nuova tecnica endoscopica non invasiva che viene effettuata attraverso il cavo orale, e che non richiede incisioni di alcun tipo. La tecnica è stata sperimentata con successo all’Ospedale San Raffaele di Milano dall’équipe del Prof. Pier Alberto Testoni. “L’intervento chirurgico – afferma – ha avuto una recente evoluzione con il trattamento endoscopico trans-orale, che non richiede l’incisione dell’addome del paziente. La svolta – continua Testoni – è stata quella di poter riprodurre, in corso di endoscopia, lo stesso intervento che viene praticato con la chirurgia classica”.

Con una sonda simile a quella della gastroscopia, gli esperti passano per la bocca arrivando allo stomaco del paziente, dove creano una nuova valvola più robusta sul canale che lo separa dall’esofago. Il team dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano, ad oggi ha acquisito una notevole esperienza, sicuramente la più elevata in Italia e tra le maggiori in Europa, nell’utilizzo di questo nuovo dispositivo per il trattamento mini-invasivo del reflusso. La procedura è stata attuata su 25 pazienti che sono stati seguiti per due anni: “Dopo questo periodo il 93% dei pazienti non manifestava più alcun sintomo, un risultato eccezionale – sottolinea il Prof. Testoni – e nel 30% dei casi c’era anche una riduzione dei farmaci anti-reflusso”.

L’intervento dura in tutto 50 minuti, e il paziente può tornare a casa già il giorno dopo. I risultati sono comparabili a quelli della chirurgia tradizionale, ma con costi ed effetti collaterali ridotti. “Ora – conclude Testoni – stiamo organizzando un nuovo studio multicentrico che coinvolga in Italia altri 10-12 centri, per estendere la sperimentazione”.

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