Malaria: il vaccino entro il 2012

di 8 Settembre 2009Benessere

Ottime notizie dal mondo scientifico dopo 30 anni di studi e 300 milioni di dollari investiti: entro il 2012 sarà possibile produrre il vaccino contro la malaria che eviterà l’infezione nel 64% dei casi. Questo vuol dire che ogni anno ci saranno circa 300 milioni di malati in meno e un milione di morti in meno (perlopiù bambini) e un freno all’espansione della malattia dalle zone tropicali ad Europa e Stati Uniti. L’obiettivo della ricerca è di riuscire a far produrre al sistema immunitario anticorpi che colpiscano il microrganismo in un punto vitale e in tale quantità da distruggerlo in pochi minuti. Gli anticorpi dovrebbero operare nel breve tempo in cui il plasmodio della malaria viaggia nel sangue, dal punto di inoculazione della zanzara sino alle cellule del fegato dove si moltiplica, al riparo dagli anticorpi. Il parassita che la causa, svolge il suo ciclo vitale in parte fuori dell’uomo, nell’insetto vettore, e poi dentro le cellule del malato, dove non è colpito dagli anticorpi. E poi nelle successive migrazioni, sempre di pochi minuti, dalle cellule del fegato ai globuli rossi, dove è di nuovo intoccabile. Questa impresa quasi impossibile fino a qualche mese fa è riuscita invece a Joe Cohen, 65 anni, ex ricercatore della New York University, capo della ricerca sui vaccini che sfidano malattie infettive come malaria, tubercolosi e Aids, e della Glaxo Smith Kline, azienda incaricata dalle forze armate statunitensi 30 anni fa di produrre un vaccino. Erano gli anni del grande impegno militare nelle zone tropicali e la malaria era a volte più pericolosa della guerriglia. Non è l’unico vaccino allo studio: vi sono circa altri 70 vaccini antimalarici in preparazione, ma questo precede gli altri di circa 15 anni. La sua sperimentazione iniziò su adulti sani negli Stati Uniti e in Belgio. Poi, dal 1998 in Africa su soggetti a rischio malaria, prima adulti e poi bambini per avere un vaccino somministrabile nell’infanzia dove la malaria fa moltissimi morti l’anno. Il vaccino ha dimostrato di ridurre del 64% il rischio di contagio, abbattendo drasticamente la mortalità. Per questo è iniziata a maggio 2009 la sperimentazione finale che porterà alla registrazione entro 3 anni, in accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Finalmente una delle malattie a più alto tasso di mortalità sarà sconfitta.

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