I colori e l'arte entrano nei luoghi di cura

By 24 Maggio 2010 Benessere

Entrando in una struttura ospedaliera è molto comune trovarsi di fronte ad un ambiente poco accogliente, dove ogni spazio sembra comunicare un senso di disagio, di malattia e sofferenza. Se guardiamo all’“aspetto” dei nostri Ospedali, pensiamo subito alla malattia più che alla guarigione. Eppure, è ormai accertata l’influenza della psiche sul sistema immunitario, capace addirittura di determinare guarigioni più repentine e inattese: oltre ad antibiotici, chirurgia e altre pratiche mediche, parte della terapia sono la comunicazione col paziente, la fiducia nella cura, la voglia di guarire, la serenità del contesto.

Da queste considerazioni è nato il progetto “Disegnando Allegria”, coordinato dal Prof. Marco Maiocchi del Politecnico di Milano, che vede la collaborazione dell’Istituto dei Tumori di Milano e dell’Istituto Tecnologico de Estudos Superiores di Monterrey – Mexico, per proporre soluzioni innovative per il miglioramento del contesto ambientale dei luoghi di cura, attraverso arte e design: in sintesi, umanizzare l’ambiente ospedaliero.

Nell’ambito di tale progetto si è deciso di organizzare un’esposizione permanente di opere d’arte nel Reparto di Radiologia senologica dell’Istituto dei tumori di Milano. A partire da giugno, 160 opere arrivate da Italia, Francia, Germania, Marocco e Russia, coloreranno le pareti e gli spazi del reparto, regalando un sorriso, un’emozione e forse una speranza in più ai pazienti. 160 artisti, diversi per stile, espressività, formazione e nazionalità hanno accettato con entusiasmo di incontrarsi e confrontarsi, nella condivisione piena di un’ideale di comunicazione interartistica e interculturale.

Accanto a giovani talenti sono presenti nomi ormai affermati dell’arte contemporanea: tutti insieme, per un impegno comune, in favore di una nuova concezione della cura del malato. La presenza stimolante e positiva di opere d’arte, infatti, può distogliere la mente del malato da pensieri negativi e condurlo a percorsi più introspettivi, improntati all’ottimismo, piuttosto che a incertezza e ansia.

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