Ridendo si riempiono e si svuotano i polmoni, si ossigena il sangue, si riduce lo stress e ci si sente più rilassati ed energici. È uno dei sistemi con cui si riesce a dimostrare all’interlocutore di riuscire a comprenderlo e di essere con lui in totale comunione di sentimenti. Ridere è uno straordinario regolatore di emozioni, un comportamento in grado di rafforzare i legami e di sintonizzare il proprio stato d’animo con quello degli altri.

Il World Laughter Day, la Giornata Mondiale della Risata, si celebra oggi ed è una manifestazione globale per la pace nel mondo, con lo scopo di costruire una coscienza di fratellanza e amicizia. È stata istituita nel 1998 da Madan Kataria che, dopo anni di esperienza come medico di base, ha intuito l’importanza del ridere per mantenere un buono stato di salute, fondando il Laughter Yoga International, lo yoga della risata.

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Uno studio della Mayo Foundation for Medical Education and Research ha dimostrato che ridere riduce sensibilmente gli ormoni dello stress: il cortisolo del 39%, l’epinefrina del 70% e la dopamina del 38%. Anche un’indagine della Loma Linda University, in California, pubblicata da Nature, ha messo in evidenza come, alla vista di un video comico, le beta-endorfine, che alleviano la depressione, aumentino di quasi il 30%.

Yoga della risata: pulizia del corpo e della mente

Lo yoga è una delle pratiche orientali di meditazione e rilassamento più famose al mondo e si declina in diverse varianti con differenti finalità. Una di queste è lo yoga della risata, una tecnica innovativa, una forma di movimento e respirazione che ha come obiettivi primari quelli di propiziare la gioia, aumentare il benessere interiore e alleviare lo stress.

«Quando si ride si riesce a buttare fuori tutta l’anidride carbonica che è ferma nella parte bassa dei polmoni – dice Lara Lucaccioni, Master Trainer di Yoga della risata e autrice del libro “Ridi Ama Vivi” -. Quando si è stressati, la respirazione è alta e superficiale, ma grazie alla risata è possibile riossigenarsi. È un’esperienza trasformativa. Si può manifestare la propria allegria anche se non ci sono motivi evidenti per cui farlo. Una frase di Madan Kataria, ideatore e fondatore di questa nuova disciplina, sintetizza perfettamente questo concetto: “porta il tuo corpo a ridere e la tua mente lo seguirà”.

In soli dieci minuti si producono endorfine, i nostri antidolorifici naturali, morfine endogene, serotonina, un antidepressivo e si abbassano i livelli di cortisolo, l’ormone ormai comunemente noto per essere associato allo stress.

«Quello che facciamo durante le sessioni di Yoga della Risata è fare esercizi fisici che, attraverso la respirazione, stimolano a ridere in interazione con gli altri. Si comincia la lezione mettendosi in cerchio – continua Lucaccioni -, stando in piedi. Ci si guarda negli occhi, si battono le mani, si vivono momenti di pura leggerezza, dove nutriamo il bambino interiore, quella parte di noi pressoché dimenticata in età adulta, ma che porta nella vita giocosità, creatività, stupore e spensieratezza».

Questi esercizi vengono di norma praticati in un contesto di gruppo e guidati da un esperto di questa disciplina, nulla però impedisce, una volta imparata la tecnica, di replicarla anche in autonomia.

«Terminata la fase iniziale, si arriva poi alla meditazione della risata, il fulcro di ogni incontro il cui l’obiettivo è stare seduti in cerchio sul tappetino e fare una decina di minuti in maniera libera guardando gli altri. Questi momenti sono come un domino – sottolinea Lucaccioni -. È sufficiente una persona che inizi a sbloccare la propria risata che è come se ci fosse un filo invisibile che collega tutti, aiutando anche coloro che possono avere inizialmente delle resistenze».

Sorridere, un gesto semplice e gentile, fa vivere più a lungo. A sostenere questa tesi è uno studio scientifico delll’American College of Cardiology di Orlando, dal quale emerge che sorridere allenta le tensioni e lo stress quotidiano portando benefici al cuore. Nonostante le sempre più numerose evidenze, alla risata non sempre si associa qualcosa di positivo. A volte non ci diamo il permesso di ridere pienamente, ci si sente spesso troppo frivoli, superficiali, sottoposti ad un giudizio, a volte sciocchi e fuori luogo.

«La risata è energia – conclude Lucaccioni – ti dà forza, ti dà lucidità, ti permette di aumentare la distanza tra te e il problema. Alla fine ci si rilassa, per attenuare lo stato di euforia che la risata ci ha provocato. L’obiettivo della sessione è uscire in equilibrio per beneficiare al meglio della chimica che la risata ci ha fatto produrre».

Clown terapia: il sorriso contagioso

Il primo a cogliere l’importanza del sorriso fu Ippocrate, il padre della medicina, che nei suoi trattati affermò che “Da un sorriso nasce sempre un altro sorriso”.  L’imitazione di un gesto involontario accade grazie a quelli che vengono definiti neuroni specchio, scoperti tra gli anni ’80 e ’90 da un gruppo di ricerca italiano dell’Università di Parma, in grado di attivarsi sia quando una persona esegue una determinata azione, sia quando osserva la stessa azione compiuta da un altro soggetto.

Sono i neuroni responsabili dell’empatia, che permettono la comprensione profonda del comportamento altrui, non solo cognitiva, ma anche fisico-emotiva. “Ridere è contagioso, e noi dobbiamo curare la persona oltre alla malattia. La salute si basa sulla felicità, dall’abbracciarsi e fare il pagliaccio al trovare la gioia nella famiglia e negli amici, la soddisfazione nel lavoro e l’estasi nella natura delle arti”.

Lo afferma Patch Adams, il medico controcorrente che ha rivoluzionato l’approccio classico ai metodi della medicina tradizionale. Con il suo naso rosso da clown, il padre della “risoterapia”, ha portato a termine la sua missione, quella di mettere in pratica le sue ricerche mediche alternative. «Una risata può avere lo stesso effetto di un antidolorifico – sostiene Patch Adams -, entrambi agiscono sul sistema nervoso anestetizzandolo e convincendo il paziente che il dolore non ci sia».

«Con la leggerezza, l’ironia e l’umorismo, si riesce a tenere alta l’attenzione e l’interazione per veicolare messaggi anche molto forti». Lo dice Ambrogio Scognamiglio, coach, formatore esperienziale e clown dottore all’Ospedale Gemelli nel reparto pediatrico e all”Ospedale Bambin Gesù di Roma nel reparto di nefrologia, cadiochirurgia e centro prelievi. «Il sorriso – continua Scognamiglio -, in particolar modo negli ospedali, permette di alleviare le tensioni che vivono i pazienti, le loro famiglie e l’intero personale sanitario. Soprattutto per i più piccoli,  il clown è un ponte con la realtà e il gioco che i bambini sono costretti a lasciare a casa».

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Florinda Ambrogio

Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche con specializzazione in Scienze Forensi, amo la cronaca tanto quanto la narrativa. Da sempre impegnata per portare l'attenzione sui sempre attuali temi della crescita personale. Il cassetto mi piace riempirlo fino all'orlo di sogni che sostituisco non appena diventano realtà. Aperta al cambiamento solo se porta a migliorare.

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