Lo stress lavoro correlato si manifesta tra i lavoratori quando le richieste avanzate nei loro confronti superano la capacità di farvi fronte con conseguenze dannose a livello psico-fisico. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro definisce “rischi psicosociali” quei rischi che generano “un’interazione tra contenuto, gestione e organizzazione del lavoro e le effettive competenze ed esigenze dei lavoratori”.

I rischi psicosociali e lo stress lavoro correlato sono tra i principali rischi emergenti e, oggi più che mai, rappresentano una delle sfide principali con cui è necessario confrontarsi nel campo della salute e della sicurezza sul lavoro. Importanti sono le ripercussioni sulla salute dei singoli, ma anche su quella delle imprese e delle economie nazionali.

Quando rischi psicosociali e stress lavoro correlato diventano dannosi

Il termine stress è passato dal significato iniziale di avversità a quello più recente di pressione o sollecitazione. A questa definizione va però aggiunto un fattore fondamentale, quello della valutazione: ciò che è stressante per un individuo può non esserlo per qualcun altro.

È normale che nell’ambito lavorativo vi sia una dose accettabile di stress che può generare effetti positivi permettendoci di reagire in modo veloce ed efficiente. Gli effetti dello stress diventano negativi quando si verifica un’incongruenza fra le richieste dell’azienda e la capacità soggettiva dei lavoratori di esaudirle. In un ambiente lavorativo, dove si riuniscono differenti tipologie caratteriali, è importante non sottovalutare gli aspetti emotivi e le differenti abilità o limiti dei singoli individui.

Mancanza di chiarezza sui ruoli, carichi di lavoro eccessivi, richieste contrastanti, comunicazione inefficace e mancanza di sostegno da parte di superiori o colleghi, conducono ad un rapido peggioramento delle prestazioni e del benessere fisico e mentale dei lavoratori. Elwood Chapman e Barb Wingfield, esperti statunitensi di gestione delle risorse umane, affermano:

“Coloro che permettono al carattere altrui di influire sul proprio atteggiamento sono destinati a soffrire”.

Con questi presupposti, la rete di interazioni che si crea in un ambiente lavorativo si può trasformare in un conflitto più o meno aperto. Stati d’ansia, depressioni, senso di inadeguatezza, forti preoccupazioni e senso di impotenza di fronte a carichi eccessivi di lavoro possono, nel medio-lungo periodo, rovinare interamente la nostra salute.

Effetti negativi sulle imprese: come porre rimedio

Se non affrontate e contenute rapidamente, le condizioni di malessere interiore possono provocare un forte esaurimento che non si limiterà alla sfera lavorativa, ma invaderà l’intera quotidianità. Tra i molteplici effetti negativi derivanti dallo stress in un ambiente di lavoro troviamo la scarsa redditività, l’incremento delle giornate di assenze e l’aumento dei tassi di prepensionamento.

Con queste problematiche un’azienda rischia di sottoperformare e avere più costi che ricavi. L’evoluzione della vita lavorativa ha portato a richieste di lavoro molto più esigenti, eliminando il più delle volte la distinzione tra lavoro e tempo libero. La produttività 24 ore su 24 delle aziende va a discapito della salute dei lavoratori.

Gestire lo stress oggi è un dovere giuridico stabilito dalla direttiva quadro 89/391/CEE. Con questa direttiva il datore di lavoro deve tutelare la salute e la sicurezza del dipendente. I rischi della mente non si possono palesare come quelli su un qualunque macchinario e la tipologia di ‘trattamento’ deve essere differente.

Per valutare lo stress lavoro correlato ci vuole più tempo, più ascolto attivo, più analisi e soprattutto più collaborazione tra lavoratore e datore di lavoro. Ci vuole contezza delle capacità della forza lavoro da una parte e delle esigenze dell’impresa dall’altra.

Come valutare i rischi

Il Testo Unico della sicurezza sul lavoro ha previsto un documento obbligatorio, il DVRDocumento di Valutazione dei Rischi – che serve ad individuare i rischi presenti in un luogo di lavoro. In questo modo è più facile valutare e quindi prevenire situazioni di pericolo per i lavoratori.

A maggio 2017 è stato istituito un gruppo di lavoro sui rischi emergenti per la salute e la sicurezza sul lavoro – EMEX – il cui scopo è anche quello di occuparsi dei rischi psicosociali. L’obiettivo principale del gruppo di lavoro EMEX è rafforzare l’applicazione dei regolamenti che disciplinano le condizioni di lavoro psicosociali che favoriscono un ambiente di lavoro sostenibile per le donne e per gli uomini, per i lavoratori giovani e quelli anziani. In questo modo si possono aiutare gli ispettorati nazionali del lavoro – INL – a sviluppare le procedure di ispezione e la valutazione dei rischi psicosociali.

Come molte altre questioni riguardanti la salute mentale,  lo stress lavoro correlato e i rischi psicosociali vengono spesso equivocati o biasimati, trascurando quello che, oltre al cuore, è il reale motore della nostra esistenza: la mente. Le imprese possono essere davvero prospere solo se i lavoratori sono sani e forti psicologicamente. L’osservazione sistematica e l’ascolto non possono e non devono essere considerate una perdita di fatturato.

Florinda Ambrogio

Florinda Ambrogio

Laureata in Scienze e Tecniche Psicologiche credo fortemente nell'equilibrio mente-corpo per poter vivere la vita in modo sano e consapevole. Sostengo l'informazione corretta che possa accompagnare il lettore a soluzioni plausibili e per questo collaboro con buonenotizie.it per un giornalismo costruttivo.

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