La crisi idrica degli ultimi anni ha provocato un’emergenza tale da mettere in difficoltà le popolazioni al Sud del mondo. Nello specifico secondo l’OMS, sono oltre due miliardi le persone che vivono in Paesi al limite di beni primari e che andando incontro alla crescita demografica e al cambiamento climatico si ritroveranno a fare i conti con una situazione in fase di declino.

In effetti, pur se rivendicato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il diritto alla sana gestione dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie per tutti, milioni di persone continueranno a non beneficiarne facendo affidamento al sesto obiettivo dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, che si occupa delle medesime tutele.

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Conferenza ONU 2023 a difesa del diritto all’acqua

Tutti i settori devono lavorare insieme in modo efficiente, efficace e coerente per co-creare, co-progettare e co-generare soluzioni. Soprattutto, bisogna accelerare la conoscenza nel settore dei dati e dell’informazione, innovazione e finanza per attuare processi concreti che mirino a rallentare la crisi idrica” sottolinea Qu Dongyu, direttore generale dell’ONU per l’alimentazionel’agricoltura.

La seconda conferenza mondiale sull’acqua tenutasi a New York dal 22 al 24 marzo 2023 ha riportato l’insicurezza idrica in primo piano sottolineando la necessità di avviare processi di adattamento in contrasto ad alluvioni e siccità. Più di 20 Stati membri per un numero complessivo di 10.000 delegati mirano ad accelerare il passo nei confronti dell’obiettivo numero 6 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite: garantire la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienici.

L’evento ha inoltre raccolto nuovi investimenti internazionali. Csaba Kőrösi, ex presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riferisce: “gli impegni economici assunti durante la Conferenza sull’acqua 2023 ammontano a oltre 300 miliardi di dollari che potrebbero generare oltre mille miliardi di guadagni socio-economici”.

La delegazione italiana presente al summit

Anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha presenziato, in veste di delegato italiano, alla conferenza ONU Water conference 23, dove ha partecipato ad una serie di incontri bilaterali in favore della cooperazione internazionale.

Stando ai dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’Italia solo nel 2022 ha finanziato 69 milioni di euro volti al contrasto della crisi idrica con oltre 50 progetti bilaterali in Africa, America Latina e Asia. Il ministro inoltre, ha ribadito l’assegnazione di 840 milioni di euro all’anno fino al 2026 focalizzando le risorse italiane su progetti pronti alla lotta contro la desertificazione in Burkina Faso, Ghana e Niger, ma anche in favore della gestione dei flussi migratori.

Associazione LVIA: risultati incoraggianti contro l’emergenza idrica

LVIA è un’associazione di solidarietà e cooperazione internazionale che nasce nel 1966 a Cuneo dal sacerdote Aldo Benevelli, che mira al superamento della povertà e ad uno sviluppo equo-sostenibile per le società al Sud del mondo.

Nello specifico, LVIA in quasi 60 anni ha garantito in territori disagiati acqua, salute e cibo. Inoltre, ha rafforzato e consolidato le imprese locali garantendo l’inclusione sociale a milioni di persone.

Crisi idrica: best practice per una sensibilizzazione maggiore

Le best practice come quella di LVIA mirano a tutelare i territori del Sud globale fornendo a più di 227 mila persone, nello specifico in Africa subsahariana, l’accesso all’acqua e a decorosi servizi igienico-sanitari.

Oltre all’associazione LVIA esistono ulteriori casi interessanti, che aiutano le popolazioni al Sud del mondo a migliorare la gestione dei servizi idrici, tra queste ActionAid e WeWorld.

Secondo ActionAid, l’emergenza della crisi idrica è tale da mettere in ginocchio intere popolazioni, soprattutto in Africa dove risiedono alcuni dei Paesi più disagiati al mondo. Comunità dove l’accesso all’acqua potabile è un diritto spesso negato ma che allo stesso tempo può essere garantito costruendo pozzi sostenibili. Evitando così, il lungo tragitto che separa gli abitanti dalle fonti idriche più vicine ma soprattutto riducendo la percentuale di rischio di malattie endemiche come ebola e malaria.

Discorso simile per l’ONG WeWorld, che nell’ultimo anno si è impegnata a garantire un accesso sicuro all’acqua e a servizi igienico-sanitari in ben 12 Paesi al Sud del mondo, dove una costante cooperazione con le comunità del territorio ha migliorato la gestione dei servizi idrici integrati. Dal 2018 ad oggi, l’organizzazione vanta 1.8 milioni di persone raggiunte, 148 impianti d’acqua realizzati e 28.8 mila kit igienico-sanitari distribuiti.

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Vincent Truppo

Tra i miei focus principali, abbattere gli stereotipi che talvolta non danno la possibilità di conoscere realmente chi ci circonda, la definizione del termine stereotipo rappresenta appieno il mio lavoro. Con enorme piacere collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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