Il 2023 ha segnato una svolta nel flusso dei lavoratori extracomunitari per quanto concerne l’agricoltura italiana grazie al nuovo DPCM “Decreto flussi triennali 2023-2025”. Nello specifico, sono oltre 82mila i braccianti assunti, rispetto ai 42mila previsti dal decreto precedente. Una miglioria che ha reso la Coldiretti – la principale Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo – soddisfatta del risultato.

Progressivamente, il 29 Gennaio 2024 durante il Vertice Italia-Africa, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha annunciato «L’Italia lancerà due iniziative specifiche rivolte all’Africa sia in materia di sviluppo del settore sementiero, sia per la formazione delle nuove generazioni. Nello specifico, si tratta di azioni rivolte ai giovani africani che operano nel settore e che vogliono accrescere la propria conoscenza e magari approfondire i propri studi in Italia».

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Flusso di migrazione nel settore agricolo italiano

Le costanti migrazioni – dovute alle instabili condizioni del continente africano – continuano a determinare una forte domanda nel settore agricolo, fonte di lavoro e reddito. Basti pensare che tali migrazioni si sviluppano innanzitutto all’interno del continente, per poi sfociare in Occidente, specificamente nel meridione d’Italia.

Grazie soprattutto alla riforma della Politica Agricola Comune del 1992, si è verificato un incremento della domanda lavorativa che, da un lato ha scaturito un maggior numero di posti di lavoro – nello specifico stagionali – ma, dall’altro, ha dimostrato delle carenze a livello strutturale, come il mancato rispetto del salario minimo legale e la mancanza di contratti adeguati al tipo di mansione.

Agricoltura italiana: il lavoro stagionale punta al cambiamento

Per lavori stagionali – sopratutto nel settore agricolo – si intendono tutte le attività che richiedono manodopera in specifici periodi dell’anno a causa delle caratteristiche delle colture o dei cicli industriali. Nel campo dell’agricoltura i lavoratori migranti, provenienti principalmente dall’Africa, sono i protagonisti dei raccolti che, venendo esposti alle intemperie e soprattutto a turni massacranti, si trovano spesso a non veder rispettati i loro diritti.

Proprio per questo la Commissione Europea è costantemente stimolata dai parlamentari italiani a creare un Osservatorio per il Censimento del Lavoro Stagionale Agricolo, per migliorarne le condizioni e raccogliere statistiche utili alla causa, registrando dati specifici come: Paese di origine, con o senza famiglia, professione ed età. Non solo: si auspicano programmi concreti per garantire ai migranti adeguate informazioni sui loro inviolabili diritti.

Dati alla mano: come l’agricoltura italiana aiuta le popolazioni africane

I cittadini provenienti dal continente africano rivestono un ruolo di fondamentale importanza nel settore primario italiano e, analizzando i dati del Dossier statistico immigrazione 2023 del Centro Studi e Ricerche IDOS, si evidenzia un guadagno netto nelle casse dello Stato italiano di 6.5 miliardi di euro.

Nello specifico, gli stranieri incidono per il 10,3% sul totale degli occupati e il 17,0% complessivo vede i giovani africani impegnati proprio nel settore dell’agricoltura italiana. Il tasso di occupazione è superiore rispetto a quello italiano (60,6% a fronte del 60,1%) a favore principalmente delle zone magrebine con +4,8 punti percentuali.

Agricoltura italiana: gli step successivi per un futuro alla portata di tutti

Il lavoro stagionale diventa problematico soprattutto quando sussistono necessità economiche da parte dei giovani africani. Questo specifico bisogno aumenta la presenza concomitante di una migrazione assistita da un’intermediazione illegale, come nel caso dei trafficanti di esseri umani. Proprio tale situazione – che alimenta il fenomeno del “caporalato” – può essere isolata.

Stando al dossier 2023 del Ministero dell’interno riguardo la speculazione nel settore agricolo, sono molti gli obiettivi dediti al contrasto del caporalato e dello sfruttamento nei confronti dei lavoratori agricoli. Tra questi, il Programma Operativo Complementare Legalità che – finanziato dalla Comunità europea per ben 323 milioni di euro – favorisce il rafforzamento delle condizioni di regolarità per cittadini e imprese delle cinque Regioni come: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, con il fine di dare nuovo impulso allo sviluppo economico e migliorare la coesione sociale del Sud Italia.

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Vincent Truppo

Tra i miei focus principali, abbattere gli stereotipi che talvolta non danno la possibilità di conoscere realmente chi ci circonda, la definizione del termine stereotipo rappresenta appieno il mio lavoro. Con enorme piacere collaboro con BuoneNotizie.it grazie al laboratorio di giornalismo per diventare giornalista pubblicista.

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