A partire dal 12 novembre, in Italia è entrato in vigore l’obbligo di verifica dell’età per l’accesso ai siti per adulti. Disposta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), questa misura volta a contrastare la pornografia minorile, impone ai gestori dei siti di adottare dei sistemi specifici per confermare la maggior età degli utenti.
Nonostante i legittimi dubbi sulla privacy, questa misura non solo mira a proteggere i minori dall’esposizione precoce, ma potrebbe avere un impatto più profondo: cambiare il modo in cui i giovani si rapportano alla sessualità, al corpo e ai modelli di riferimento digitali.
Un studio pubblicato su Springer Nature, nel 2025, ha rilevato che l’accesso alla pornografia si verifica spesso in età precoce, con il primo contatto che si verifica prima dei 10 anni. Un dato che sottolinea l’urgenza di un’educazione sessuale e affettiva efficace, che sia in grado di fornire strumenti per comprendere e interpretare ciò che si vede online.
Siti per adulti: perché servono tutele
A causa della loro facile accessibilità e dell’assenza di filtri, per molti ragazzi il primo approccio alla sessualità non avviene tramite il dialogo, ma attraverso un video, spesso in modo accidentale, sullo schermo.
Questa esposizione precoce comporta dei rischi significativi per lo sviluppo affettivo e sessuale, come riportato da uno studio pubblicato su L’Encéphale, nel 2024. Il lavoro ha dimostrato come la visione di questi contenuti possa influenzare negativamente la percezione della sessualità, arrivando a favorire l’accettazione di credenze errate legate alla violenza e sull’oggettivazione delle donne, oltre ad alimentare aspettative poco realistiche.
Per affrontare questi problemi, diversi Paesi europei hanno già introdotto o stanno introducendo sistemi di verifica dell’età più stringenti. La Francia, ad esempio, ha adottato una legge che impone ai siti per adulti di far verificare l’età dei loro utenti da terze parti indipendenti, garantendo al contempo l’anonimato degli utenti stessi. Il Regno Unito, dall’estate 2025 l’Online Safety Act ha introdotto controlli per tutte le piattaforme che diffondono tali contenuti, affidando vigilanza e sanzioni all’Ofcom, il corrispettivo inglese dell’Agcom.
La verifica dell’età come occasione educativa
L’introduzione della verifica dell’età nei siti per adulti non deve essere vista come uno strumento di censura, bensì una misura di protezione progettata per ritardare il primo contatto con contenuti inappropriati, dando il tempo agli adolescenti di sviluppare competenze emotive e capacità critiche indispensabili. Dichiarare di essere maggiorenni non sarà più sufficiente, ma allo stesso tempo si è scelto di non utilizzare sistemi di identificazione statali, come lo Spid, per tutelare la privacy.
La soluzione si fonda sul “doppio anonimato”, attraverso un meccanismo progettato per bilanciare efficacia e privacy: un soggetto certificatore terzo e indipendente acquisisce solamente la prova tecnica della maggiore età, senza mai conoscere l’identità dell’utente o altri dati personali e nemmeno il motivo della richiesta.
Pur riconoscendo che permangono dubbi e criticità sulla questione della privacy, questa misura può contribuire a creare un periodo di “latenza” prima dell’accesso dei minori ai contenuti. Ed è in questo periodo che la società, attraverso la famiglia, la scuola e istituzioni, è chiamata a colmare il vuoto con l’educazione sessuo-affettiva. Questa non dovrebbe ridursi solo alla mera conoscenza del corpo, ai rischi legati alle gravidanze o alle malattie sessualmente trasmissibili (MST), ma dovrebbe includere temi essenziali come l’educazione alle emozioni e alle relazioni, al rispetto e al consenso, fornendo informazioni più accurate e realistiche.
Investire sull’educazione sessuale: la vera chiave del cambiamento
La verifica dell’età nei siti per adulti rappresenta solo un primo passo per arginare il problema della tutela dei minori. Poiché il vero obiettivo non è limitare l’accesso ai contenuti, quanto piuttosto fornire gli strumenti idonei per interpretare ciò che si vede online. Tuttavia, per raggiungere questo scopo, è necessario che l’educazione sessuale diventi una priorità, sia a livello politico che sociale. Solo così sarà possibile crescere giovani capaci di costruire relazioni più sane e consapevoli.
L’Italia si sta muovendo nella direzione giusta, anche se la strada è ancora lunga. Famiglia, scuola e istituzioni devono collaborare per creare un ambiente sicuro, informato e proattivo, che sia in grado di supportare i giovani nell’acquisire la giusta consapevolezza sulle proprie emozioni e quelle degli altri.