In Cina, India e Indonesia, i più popolosi Paesi asiatici, si sta registrando un progressivo calo della mortalità infantile.

I provvedimenti presi dai governi  di questi Stati hanno ottenuto risultati senza precedenti nel corso degli ultimi cinque anni.

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Questi traguardi assumono particolare rilevanza se si considera che si tratta di tre dei primi quattro Paesi al mondo per popolazione, che spesso sono alle prese con forti disuguaglianze sociali.

Questo trend va a inserirsi in un quadro globale che ha visto il dimezzamento della mortalità infantile a partire dall’inizio del secolo, a testimonianza di un circolo virtuoso che si sta alimentando in tutto il mondo.

La strategia esemplare dell’India

Nel quinquennio 2019-2024, il tasso di mortalità infantile indiano è calato dal 30 al 24 per mille su scala nazionale, con più di un punto percentuale medio in meno anno per anno.

Il motivo principale di questo miglioramento è da ricercarsi nell’aumento della percentuale di parti assistiti da personale medico, passata dall’83% al 95% nello stesso periodo. 

Gli sforzi dell’India sono stati riconosciuti dalle Nazioni Unite, che hanno definito esemplari i provvedimenti adottati dal governo. Uno su tutti, l’istituzione dell’ Ayushman Barat, un programma di assicurazione sanitaria interamente finanziata dal governo. L’obiettivo è quello di superare le disparità ancora fortemente presenti sul territorio indiano, migliorando le condizioni anche delle zone a più basso reddito.

Per il futuro, il Ministero della Salute indiano ha lanciato il programma SUMAN Roadmap 2030. Si tratta di un quadro strategico completo e multidimensionale progettato per rafforzare l’assistenza sanitaria materna e neonatale e accelerare i progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile e per la riduzione della mortalità materna e neonatale entro il 2030.

La Cina: mortalità infantile ai minimi storici

In Cina nel 2025 si è registrato il dato più basso di sempre, con 3,8 decessi ogni mille nascite. Anche qui i provvedimenti presi per migliorare lo screening delle malattie congenite, e in generale per controllare le donne in gravidanza hanno dato risultati evidenti.

Importante anche il miglioramento delle strutture pediatriche in grado di assistere al meglio i neonati nei primi mesi di vita.

Per Fu Wei, direttrice del Dipartimento per la salute materna e infantile della Commissione nazionale per la salute, l’obiettivo è non fermarsi qui: «Continueremo a rafforzare la rete di soccorso d’emergenza per le donne in gravidanza con gravi patologie e per i neonati, a migliorare l’efficienza dello smistamento (dei pazienti nelle varie strutture ospedaliere, ndr) e del trattamento e a fare tutto il possibile per garantire che ogni bambino venga al mondo sano e salvo.» (Fonte: Rapporto della Commissione nazionale per la salute cinese, traduzione a cura dell’autore)

Parte integrante del progetto è anche la promozione di stili di vita sani e l’integrazione dell’educazione sanitaria nella routine degli studenti cinesi. La sfida è rendere questi numeri ancora più bassi nel quinquennio 2026-2030.

Il piano strategico dell’Indonesia

Anche in Indonesia si è registrato un calo decisivo della mortalità infantile.

Secondo i dati raccolti dalla World Bank, nel 2024 si è raggiunto il 50% in meno rispetto al 2010, mentre i trend in diminuzione continuano a registrare miglioramenti nell’ordine di circa il 3% annuo nell’ultimo triennio.

Anche qui l’imperativo è continuare su questa strada.

Il Ministero della Salute di Giacarta ha infatti promosso un Consorzio di mille giorni per la prima infanziaFine dichiarato è quello di ridurre la mortalità materna e infantile e di migliorare la qualità della vita del bambino dalla nascita fino ai due anni di età.

Così il Ministro Budi Gunadi Sanikin: «Puntiamo a ridurre i decessi materni annuali da 4.000 a meno di 400 e i decessi infantili da 30.000 a meno di 3.000, abbassando al contempo il ritardo della crescita al di sotto del 7%.» (Fonte: Antara, Agenzia di stampa nazionale indonesiana. Traduzione a cura dell’autore)

Come gli altri due Paesi, l’Indonesia punta soprattutto allo screening prenatale e al miglioramento dello stile di vita delle madri.

La parola d’ordine, secondo la Direttrice Generale per l’Assistenza Primaria e la Salute Comunitaria presso il Ministero della salute, Maria Endang Sumiwi, è “lungimiranza”: «L’obiettivo non è solo la sopravvivenza, ma garantire che i bambini prosperino attraverso un adeguato monitoraggio nutrizionale e una stimolazione precoce.» (Fonte e traduzione come sopra)

Dal calo della mortalità infantile al miglioramento della qualità della vita

Storicamente, l’area del sud-est asiatico è sempre stata tra i fanalini di coda per quanto riguarda la mortalità infantile. Questi dati sono quindi particolarmente incoraggianti.

Inoltre, il miglioramento delle condizioni sanitarie ha indubbiamente effetti positivi a cascata anche su altri indicatori. L’esempio dell’Africa, che ha visto aumentare la sua aspettativa di vita media grazie a provvedimenti simili, lo dimostra. L’innesco di questo circolo virtuoso fatto di lungimiranza e soluzioni efficaci sta permettendo anche a questi Stati di affrontare nel modo giusto una questione storicamente ostica.
La strada è tracciata, ora occorre perseguirla.

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Sergio Di Bari

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