Live Earth: le rockstar per l'ambiente

Nel 2005 fu il “Live8”: un concerto durato tutto il giorno, in contemporanea in 10 Paesi del mondo, per richiamare le forze politiche dei paesi industrializzati a cancellare il debito dei Paesi poveri. A Londra, padrini dell’iniziativa, c’erano Paul McCartney, gli U2 e i Pink Floyd, in quello che è stato definito un evento (il gruppo ha suonato insieme in quell’occasione dopo quasi 20 anni).
Quest’anno, il 7 luglio, le leggende della musica internazionale saliranno di nuovo sul palco per sensibilizzare il mondo al tema “scottante” del surriscaldamento del pianeta.

L’idea della manifestazione è venuta ad Al Gore, ex vice-Presidente degli Stati Uniti, ambientalista e attivista convinto, perfino vincitore di un premio Oscar quest’anno per il suo documentario sulle condizioni dell’ambiente. L’organizzazione è affidata a Kevin Wall, lo stesso del Live8, e quest’anno l’evento si chiamerà “Live Earth”. Sarà un concerto di 24 ore che si terrà contemporaneamente negli USA, a Londra, Sidney, Rio de Janeiro, Shanghai e, naturalmente, Kyoto.

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Davvero incredibile l’elenco degli artisti che aderiranno, dai Red Hot Chili Peppers ai Foo Fighters (gruppo dell’ex batterista dei Nirvana Dave Grohl), dai Rolling Stones a Bob Dylan, fino a due grandi gruppi che per l’occasione daranno vita ad una storica reunion: i Genesis di Phil Collins e Peter Gabriel e i Police di Sting.

Ottima musica e un nobilissimo intento, dunque. Al Gore, parlando del progetto a New York, ha detto che “la crisi del clima è un’emergenza planetaria, può essere fermata solo da un inedito e robusto movimento mondiale”. Il progetto è davvero molto ambizioso, ma la partecipazione di tanti nomi famosi contribuirà sicuramente a dare risalto alla questione e a rendere partecipi i cittadini del mondo intero a una campagna di sensibilizzazione al problema.

La non-stop di musica sarà seguita in diretta da 120 Paesi e anche trasmesso via internet grazie a MSN, principale sponsor. I proventi saranno utilizzati per coprire le spese di organizzazione e, il restante, sarà devoluto alla “Alliance for Climate Protection”.

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