I Gps che salveranno l’Amazzonia. Così Greenpeace si schiera con gli indigeni Ka’apor  

di 15 Settembre 2015Sostenibilità

Gli attivisti di Greenpeace Brasile hanno annunciato di aver risposto alla richiesta di aiuto del popolo indigeno dei Ka’apor e stanno lavorando al loro fianco per monitorare e proteggere dalla deforestazione illegale le terre della riserva indigena dell’Alto Turiaçu nello stato di Maranhão. La scorsa settimana, ricorda l’associazione ecologista internazionale, gli attivisti di Greenpeace hanno affiancato i Ka’apor in un accurato lavoro di mappatura della foresta, installando telecamere dotate di sensori termici e di movimento per documentare la sistematica e illegittima invasione della riserva perpetrata dalla mafia del legno.

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